Attualità Salute

ONU e Oms contro olio, parmigiano, vino e prosciutto. Insorge Coldiretti

Molti sanno che mangiare tutti i giorni parmigiano, prosciutto o bere, senza regole, il vino e l’olio di oliva non è che faccia bene. A tal proposito l’Organizzazione mondiale della sanità e l’Onu stanno portando avanti una serie di azioni per arginare malattie come diabete, cancro e malattie cardiovascolari. Obiettivo dichiarato: ridurre i morti di un terzo entro il 2030.

La soluzione che l’Organizzazione delle nazioni unite ha proposto è aumentare la tassazione su questi cibi perché sono equiparabili a cibi dannosi per la salute. In questo modo, secondo l’ONU, si scoraggerebbe l’uso indiscriminato di questi prodotti. Ad intervenire immediatamente è stata Coldiretti. “La proposta ONU colpisce direttamente oltre un prodotto agroalimentare Made in Italy esportato su tre, con effetti gravissimi sull’economia del Paese ma anche sulla salute dei cittadini”.

In effetti, piuttosto che scoraggiare sarebbe certamente più utile formare al corretto consumo di parmigiano, vino e quanto di prelibato la cucina italiana riserva.

Sulla scorta dei sistemi di etichetta a semaforo – spiega la Coldiretti – adottati in Gran Bretagna e Francia, l’Onu, nella terza riunione sulle malattie non trasmissibili il 27 settembre, andrà a discutere sui prodotti che contengono zuccheri, grassi e sale, equiparandoli di fatto alle sigarette con l’inserimento di immagini choc sulle confezioni per scoraggiarne il consumo, mentre darebbe il via libera a tutti i prodotti dietetici e poveri di zuccheri delle multinazionali, come ad esempio le bibite gassate ricche di aspartame.

Una posizione priva di solide basi scientifiche – sottolinea la Coldiretti – che va contro gli stessi principi della dieta mediterranea fondata principalmente su pane, pasta, frutta, verdura, carne, olio extravergine e il tradizionale bicchiere di vino consumati a tavola in pasti regolari che ha consentito agli italiani di conquistare valori record nella longevità a livello mondiale, con una speranza di vita di 82,8 anni (85 per le donne e 80,6 per gli uomini). In questo modo – ricorda Coldiretti – si mette in pericolo non solo la salute dei cittadini italiani ed europei, ma anche un sistema produttivo di qualità che si è affermato pure grazie ai riconoscimenti dell’Unione Europea. In gioco per l’Italia – precisato Coldiretti – c’è la leadership in Europa nelle produzioni di qualità con 293 riconoscimenti di prodotti a denominazione (Dop/Igp).

Nel pomeriggio del 18 luglio è arrivata la puntualizzazione dell’ONU. Leggi l’articolo di aggiornamento.

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