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Nuovo personale all’ospedale di Cava de’ Tirren, in arrivo 5 infermieri

Dopo l’allarme dei sindacati, arrivano le rassicurazioni del sindaco Vincenzo Servalli

Ripristino progressivo del personale operativo all’ospedale “Santa Maria Incoronata dell’Olmo”: il sindaco Vincenzo Servalli ha annunciato ieri l’imminente arrivo di cinque infermieri su un totale di 20 unità che arriveranno successivamente.

Le precisazioni del primo cittadino arrivano all’indomani di una serie di considerazioni allarmanti sollevate dalle rappresentanze sindacali prima, e dagli esponenti politici del gruppo Siamo Cavesi poi.
Sabato scorso, infatti, il sindacalista della CISL, Gaetano Biondino, aveva puntato l’accento sul fatto che – dei 64 nuovi infermieri a disposizione dell’Azienda Ospedaliera “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona” – nessuno era stato assegnato al presidio cavese. Un’azione, secondo Biondino, che avrebbe evidenziato «una gestione poco trasparente nella distribuzione del personale con un servizio infermieristico totalmente inadeguato perché privo di visione generale conscia delle reali e concrete necessità per colmare il deficit di organico in tutte le strutture aziendali».

Un grido d’allarme che gli esponenti di minoranza del gruppo “Siamo Cavesi” (Marcello Murolo, Raffaele Giordano e Vincenzo Passa) hanno ripreso in una nota puntando il dito proprio nei confronti di un’Amministrazione comunale silente di fronte a tale situazione. «L’amministrazione Servalli abbia il coraggio di far sentire la propria voce rispetto a quello che sembra sempre di più un disegno preordinato alla chiusura dell’ospedale – hanno dichiarato Murolo, Giordano e Passa –. Siamo gli unici a pagare dazio a cinque mesi dalla seconda ondata pandemica senza avere certezze sul futuro».

Da qui alla replica del primo cittadino che, nel ribadire la necessità di un’azione politica comune, ha fatto sapere che «nei prossimi giorni arriveranno i primi 5 infermieri in ospedale per poi rapidamente arrivare a 20. I lavori previsti sono importanti e ridaranno spazi di grande efficienza per il pronto soccorso e la rianimazione. Intanto al “Da Procida” si è attivata una nuova area per affrontare il Covid 19 che preoccupa nella sua ripresa»

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