Campania Cava de' Tirreni EVIDENZA

Nuovo medico di base? All’Asl di Cava in fila dalle 5 del mattino

medico

A Cava de’ Tirreni è caccia al medico di base. Alla denuncia della FIALS risponde il direttore del distretto Sanitario Francesco Perrotta

A Cava de’ Tirreni medico di base cercasi. Dopo la segnalazione dei sindacalisti della Fials, interviene il Direttore del Distretto Sanitario di via Gramsci, Francesco Perrotta, sul caos presso la sede di via Gramsci dell’Asl dove i cittadini si affollano in coda dalle 5 del mattino per poter prenotare un nuovo medico di famiglia dopo i pensionamenti che ci sono stati.

«Il problema – spiega il dottor Francesco Perrotta – è che il medico che è andato in pensione avrebbe dovuto avvisare con largo anticipo i propri pazienti, in modo tale che questi ultimi avrebbero potuto provvedere in tempo utile a trovare un sostituto. Ma così non è stato e quindi ora ci troviamo ad affrontare, con tante difficoltà, questa situazione. Eppure facciamo i salti mortali per garantire il miglior servizio possibile o anche solo quello ordinario, ma mi rendo conto che in queste condizioni è impossibile soddisfare tutti i bisogni».

A sollevare la questione è stato il sindacalista della Fials, Salvatore di Candia, che in una nota stampa diramata nei giorni scorsi ha evidenziato le criticità affrontate da diversi utenti dell’Asl, costretti nei giorni scorsi a svegliarsi di buonora, se non a notte fonda, per mettersi in coda agli uffici di via Gramsci e riuscirsi ad accaparrarsi uno dei trenta “bigliettini fortunati” necessari per la prenotazione di un nuovo medico di base dopo che il precedente è andato in pensione.

«Il problema del pensionamento del medico di base – continua Perrotta – si aggiunge a quello della carenza di personale e dell’esiguità degli spazi in cui dobbiamo lavorare. Alcuni dipendenti sono in malattia, altri in ferie. Da qui le lunghe code di utenti che abbiamo dovuto gestire con i famosi “numerini” tanto recriminati. Tuttavia sono sì trenta ticket, tuttavia bisogna tener presente che ciascuno vale per almeno cinque o sei persone, quindi l’utenza che viene servita ogni giorno, al netto dei disagi e dei problemi per le code di primo mattino, è molto più ampia di quella calcolata dai sindacalisti della Fials».

Il problema, a quanto pare, riguarda anche la carenza di personale qualificato e soprattutto l’inadeguatezza degli spazi dove attualmente lavorano gli operatori dell’Asl di via Gramsci. Un prefabbricato post terremoto – provvisorio da oltre trent’anni – in cui i sanitari dell’Asl lavorano alla meno peggio, arrangiandosi, in attesa di altra sede. «Purtroppo – conclude il direttore – non è facile gestire la situazione o semplicemente sostituire anche solo gli operatori che lavorano agli sportelli o incrementare il personale. C’è bisogno di personale qualificato e che abbia lo stesso livello di formazione, e non è facile. Ovviamente ce la stiamo mettendo tutta, chiediamo un po’ di pazienza all’utenza, con l’augurio di riuscire a risolvere in breve tempo la situazione».

laRed TV





Per continuare ad usare questo sito, devi accettare la politica di uso dei Cookie maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi