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La notte de la Materdomini. Fede, folklore e tradizione a Nocera Superiore

All’alba di questa mattina le porte del Santuario de la Materdomini si sono aperte ai tanti pellegrini, uniti nella preghiera e nella tradizione.

Una notte davvero particolare quella vissuta dalla comunità di Nocera Superiore: la notte de la Materdomini. Tanti e tanti i pellegrini che hanno raggiunto il Santuario dedicato alla Madonna Bruna custodito dai Frati Minori.

Pellegrini provenienti da tutto l’Agro Nocerino Sarnese, Valle dell’Irno e Metelliana, nonché dai Paesi vesuviani. Una notte che ha unito tutti nella fede e nella tradizione. Accompagnati dai Carri Mariani, i fedeli in transito tra le strade nocerine hanno dato inizio alla festa, alternando momenti di preghiera e di folklore.

Alle luci dell’alba, così come recita un antico canto della tradizione popolare, si sono aperte le porte del Santuario. Nella piazza antistante la Basilica ha avuto luogo la celebrazione solenne della Santa Messa, presieduta da S. E. Mons. Giuseppe Giudice, Vescovo della diocesi Nocera Sarno. Alla celebrazione liturgica, ha partecipato tutto il clero diocesano.

Antichi canti popolari intonati da uomini e donne in onore della Madonna, il suono e i balli delle classiche tammurriate e i tanti Carri Mariani hanno alimentato la festa. E’ il giorno de la Materdomini. La festa si protrarrà per tutto il giorno, sino a notte fonda, concludendosi la sera del 15 agosto, festività dell’Assunta. Una festa che mette insieme fede e tradizione, sacro e profano che contribuisce a portare avanti un’antichissima tradizione.

Oltre alle tammorre, simbolo particolare e identificativo della festa di Materdomini, è la “palatella”. Un particolarissimo filone di pane che alle due estremità presenta delle nocche. Rappresenta il piatto che in passato, i devoti della Madonna Bruna, offrivano ai fedeli e che utilizzavano per fare festa. Una pietanza povera, arricchita con melanzane sott’olio o sott’aceto (in dialetto comunemente chiamata ‘mpupata), frutto del lavoro svolto nei campi.

 

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