Dicembre 6, 2022

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Nicola Lagioia, il Truman Cabot italiano

Marzo 2016. In un piccolo appartamento di via Igino Giordani a Roma viene commesso un macabro omicidio: un giovane di nome Luca Varani viene brutalmente torturato da due uomini che non lo conoscono. Quali sono i moventi del delitto? Perché così crudele? I romani sono sotto shock. Soprattutto se gli assassini non sono assassini professionisti. Da un lato, Marco Prado è noto nei circoli della vita notturna per la sua dipendenza da cocaina e l’interesse per Dalida (che si sarebbe suicidato in carcere). Manuel Fofo, invece, è un giovane di buona famiglia, figlio di un rispettato imprenditore. Manuel ha incontrato Marco su WhatsApp. Quanto alla vittima, Marco sente solo che sta “spingendo” e si offre di unirsi a loro per divertirsi. C’è della coca nell’appartamento. Sesso e, presto, sangue.

Perché il romanziere Nicola Lagioa, barese nato nel 1973, ha catturato questa tragica notizia? La verità è che inizialmente ha rifiutato l’offerta del Partito Repubblicano di coprire gli eventi. Ma dopo poche ore ha cambiato idea. L’autore de “La Feroz”, Premio Strega 2015, trascorrerà diversi anni a indagare sulla rabbia sanguinaria che ha sequestrato due malviventi. Per ricostruire la cronologia degli eventi. Nicola però non è romano di nascita: si è stabilito nella capitale italiana vent’anni fa, e per lui non sono ancora state aperte tutte le porte. Niente. Affascinato da crimini come Truman Capote che scrive “A sangue freddo”, incontra genitori, avvocati e investigatori. Amici come Marta Gaya, 22 anni, che frequentava la vittima da quando aveva 14 anni.

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Roma, concentrazione di dolore, aggressività e delusione

È una storia simile a una ragnatela, ogni filo conduce a una nuova rete, a nuovi personaggi secondari. Ma se il romanzo è affascinante, soprattutto dipinge un inaspettato ritratto di Roma. Una città aspra e desolata, un concentrato di dolore, aggressività e delusione. Non lontano dalla Fontana di Trevi e dall’Antico Foro, popolare tra i turisti, questa è la città di tutti i possibili omicidi, perché gli inferi vanno lì con i ricchi e vanno a braccetto con i potenti a sinistra. Duemila anni fa Messalina, la moglie diciassettenne dell’imperatore Claudio, ricordava Lagioia. Abbandonò le sue vesti reali e andò a prostituirsi nei bassifondi ».

Una città vivaDi Nicola Lagioia, dall’italiano di Laura Brignon, Flammarion, 510 p., 23 euro.