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Napoli, sanità: al Pascale sit in di protesta

A Napoli questa mattina l’inaugurazione del Tribunale dei Diritti del malato all’IRCCS Pascale. Alcuni collettivi sono in protesta perché chiedono rispetto per lavoratori e ammalati

Napoli -I collettivi Medicina Democratica, Comitato popolare del San Gennaro, Comitato Ospedale di Torre del Greco, Federconsumatori e Tavolo Sanità di Bagnoli Libera giovedì scorso si sono riuniti per costituire il “Tribunale dei Diritti del malato all’IRCCS Pascale“. Una decisione giunta dopo diversi incontri dove i cittadini attivi denunciavano le gravi carenze della sanità in Regione Campania.

PascalePoche ore dopo la costituzione del Tribunale dei Diritti del malato, la Direzione Sanitaria dell’Istituto Nazionale Tumori Pascale ha diramato tra i dipendenti una circolare dove chiedeva ai lavoratori di non rilasciare dichiarazioni lesive del prestigio e dell’affidabilità dell’azienda.

Un gesto che ha scatenato la rabbia dei comitati e dei lavoratori che questa mattina si sono riuniti davanti al nosocomio per protestare: “ISTITUTO Pascale : chi ha paura della verità?” questo lo slogan usato dai cittadini attivi.

Vi riportiamo il loro comunicato: “Dopo la denuncia da parte di alcuni movimenti delle gravi carenze della Sanità regionale e dell’assistenza oncologica nella “terra dei fuochi”, ai dipendenti del Pascale giunge una circolare della Direzione Sanitaria che ricorda essere ancora in atto la normativa di tutela della facciata prestigiosa dell’Istituto. Secondo questa norma i dipendenti che rilasciassero pubblicamente dichiarazioni lesive del prestigio e dell’affidabilità dell’azienda sono passibili di provvedimenti disciplinari ,dalla sospensione sino al licenziamento.
Come se ciò non bastasse, a qualche compagna più attiva e conosciuta sono giunte pure telefonate di
“avvertimento” sui rischi connessi a interviste o notizie clamorose che potessero uscire nella giornata dell’assemblea. E’ CHIARO CHE C’E’ UN NERVOSISMO ECCESSIVO TRA I NOMI ECCELLENTI DELL’ISTITUTO! La preoccupazione è quella relativa alle denunce che potrebbero scaturire dall’utenza, dagli ammalati e dagli attivisti del movimento di lotta per la Salute che sta prendendo sempre più forza in Campania, da Napoli alle isole sino al Cilento.
Alcuni gravi elementi già sono sotto gli occhi di tutti: gli ammalati di tumore nella nostra regione sono in costante ascesa e la Rete regionale oncologica è inesistente .
Sono gli stessi ammalati che ricevono spesso una diagnosi tardiva, dopo una prevenzione inesistente, una terapia non tempestiva e talora inadeguata ed una sopravvivenza minore agli standard nazionali. La politica governativa ,in ogni tornata elettorale, promette di mettere riparo a questo scempio ed il mondo sanitario si rammarica per i picchi eccessivi di tumori infantili o l’espandersi di neoplasie rare che rare non sono più , numeri che significano uomini donne e bambini che sono esposti ad un destino drammatico.
Su questo esercito di disperati però ci sono personaggi che hanno costruito fortune approfittando delle loro posizioni in posti chiave in settori come la chirurgia, l’ oncologia o la radioterapia, nel pubblico e nel privato ( o nel pubblico privatizzato….). Allora di cosa ha paura l’Istituto? Forse che qualche inchiesta scopra che la speculazione è presente pure al Pascale?
Intanto, in risposta a tali pressioni, sosteniamo i lavoratori, gli ammalati, i liberi cittadini che all’interno ed all’esterno del Pascale richiedono trasparenza sulla gestione di servizi così importanti ed insieme a loro respingiamo ogni manovra intimidatoria“.

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