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Monti Picentini, scoperta a Solofra una grotta ai piedi del Monte Vellizzano

Scoperta una grotta ai piedi del Monte Vellizzano a Solofra nel Parco dei Monti Picentini. A visitarla per la prima volta un team di speleosubacquei

Ai piedi del Monte Pellizzano c’è un buco profondo, anzi no, una vintera.
Che cos’è una vintera?
Lo chiediamo ai diretti protagonisti di questa scoperta. Anche questa volta con il lavoro di riscoperta dei beni naturali di Solofra con l’associazione ASBECUSO e un team di speleosubacquei. A raccontarci la scoperta Renato Ricco e Alessandro De Stefano, il primo componente del team dell’GSAVD, mentre il secondo vice presidente dell’associazione solofrana.


Andiamo per gradi, cos’è una vintera?
Alessandro: In dialetto sono gli inghiottitoi che portano l’acqua nel sottosuolo e che emanano dalla loro bocca una aria particolarmente fresca.

Come avete trovato questo inghiottitoio?
Alessandro: Con l’attività di ricerca che stiamo svolgendo sul nostro territorio, provando a marcare tutti i posti che possono avere una rilevanza naturale.

E questa vintera?
Alessandro: Era già menzionata da un noto notaio solofrano Vitantonio Grassi nel 1733 che già a quel tempo aveva catalogato grotte, sorgenti e inghiottitoi dei nostri monti. Da qui abbiamo contattato il proprietario del fondo, un querceto, il prof. Ugo Martucci che ci ha supportato in questa iniziativa e chiamato gli amici del GSAVD e del GSC per esplorare l’inghiottitoio.

Renato, come si presenta questo sito?
Renato: Diciamo che l’intera esplorazione ci ha visto impegnati per circa due ore. Sono stati quattro i componenti del team, tre quelli che si sono calati giù per l’inghiottitoio per un totale di 13 metri. Toccato terra abbiamo visionato la grotta dall’interno, lunga 30 metri e larga 12 per una profondità che degrada oltre 12 metri. Da aggiungere la presenza di un cunicolo di oltre 7 metri che non ha uscita.

E questa grotta come si presenta?
Renato: E’ una grotta che presenta processi attivi al suo interno.

Ovvero?
Renato: Ci sono forme di vita al suo interno, oltre alle stalattiti e stalagmiti abbiamo osservato una piccola colonia di pipistrelli, ovviamente siamo stati attenti a non disturbarla. Abbiamo notato anche parecchie ossa, supponiamo di animali che sfortunatamente sono finiti al suo interno.

E ora?
Renato: Dopo le dovute rilevazioni registreremo la grotta al catasto provinciale con relativa planimetria. Nei Picentini insistono diversi tipi di grotte come questa, piccole e belle, sicuramente diverse da quelle degli Alburni, che vivono il fenomeno carsico più intensamente.

Quindi, Alessandro, ci fermiamo qui?
Assolutamente no, siamo pronti a mappare tutte le vintere del posto; è importante conoscerle e visionarle tutte. Chissà che nel nostro territorio non possa esserci una bella scoperta.

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