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Modena, razzismo in disco: spuntano altri casi

Dopo il post su Facebook di Abi Zar sono spuntati altri casi di razzismo in disco. Ieri la denuncia in Questura

Il caso di Abi Zar, giovane di origini ghanesi, ma modenese nel cuore che qualche sabato fa aveva subito un atto di razzismo all’esterno della discoteca KYL gestita in quell’occasione dal Mo.Ma, in pochissimo tempo ha raggiunto migliaia di condivisioni. La sua storia è giunta agli “occhi” di altri giovani che hanno trovato il coraggio di farsi avanti, dicendo di aver subito lo stesso trattamento, ovvero “una fila diversa” per poter accedere al locale.

Non solo, qualcuno ha anche dichiarato di aver pagato il prezzo pieno (25 euro) a differenza degli altri amici, entrati dall’ingresso di “Serie A”.

E se fino a qualche ora fa gli internauti si chiedevano il perché di questa regola, con Jeffrey Malvin Owusu Boateng, si è finalmente giunti ad una risposta: “Questa è la fila per gli extracomunitari”. Avete letto bene, il giovane Malvin è stato spostato all’altra fila, ricevendo questa spiegazione. E proprio Malvin racconta così la vicenda: “Ho vissuto questo episodio il 6 Gennaio e nessuno mi ha chiesto scusa o cercato di dare spiegazioni. Per questo andrò fino in fondo a questa storia e non mollerò. Ne andrebbe della mia etica e della mia morale, del mio orgoglio, della mia persona e della mia immagine. Non condanno le persone, ma condanno l’episodio, i fatti”.

Dunque, non un caso isolato quello di Abi Zar, ma una “consuetudine”, che ieri è stata portata in Questura. “A denunciare – scrive Abi Zar– non ero solo e questa è l’ennesima conferma che malintesi non ce ne sono stati. Il ragazzo in questione (Jeffrey Malvin Owusu Boateng ndr ) nemmeno lo conoscevo prima di questo episodio ed io in questo locale non c’ero mai stato”.

E continua: “Ci stiamo mettendo tutti la faccia e il coraggio. Insieme all’altro ragazzo ci sono altre persone ancora che testimonieranno. Non si tratta di vestiti, liste o tavoli. Non si tratta di età o di scarpe. Niente di tutto questo mi è stato reso noto al mha arrivo, né nessuna domanda mi è stata fatta per la mia/nostra modalità d’entrata (che era comunque la stessa per TUTTI) o per controllare la carta d’identità. Nessuno e ripeto nessuno degli organizzatori del Mo.Ma mi ha contatto per darmi spiegazioni sulla loro “regola” secondo la quale SOLO io di quel gruppo dovevo fare la fila dall’altra parte.

“QUESTA È LA FILA PER GLI EXTRACOMUNITARI”.

Spero che questa frase riecheggi nella testa e nel cuore di tutti coloro che trovano giustificazioni a tali comportamenti. Con serenità e rispetto continuerò a ripetere l’unica verità che ancora nessuno del Mo.Ma ha potuto smentire“.

 

 

 

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1 Commento

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  • Quando si fanno entrare le donne con lo sconto o gratis va bene invece? Mi piacerebbe che tutte quelle persone che si battono il petto per questa storia,facessero lo stesso nel caso del sessismo.
    Ma quando sono le donne a guadagnarci,non è sessismo vero?

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