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EVIDENZA Scuola

Maturità 2019. La simulazione con Morante, Pascoli, Leopardi e Andreoli

simulazione

La nostra “intervista” (fake) agli autori delle nuove prove

Studenti e maturandi alle prese oggi con la simulazione della prima prova del nuovo esame di maturità. Alla cattedra? Nientepopodimeno che Giovanni Pascoli, Elsa Morente, Arnaldo Momigliano, Antonio Cassese, Carlo Rubbia, Giacomo Leopardi e Vittorino Andreoli.

Un corpo docente di tutto rispetto… altro che giuria sanremese.

Immaginiamocela proprio così questa simulazione d’esame: una lunga cattedra che separa lo studente dalla commissione. Nulla di nuovo… dite?
Eppure dall’altro lato ci sono nomi autorevoli, anche noti (o forse no… ma vogliamo essere ottimisti e fiduciosi nei confronti di chi sosterrà la maturità quest’anno).

Ok ma è solo una prova. Ai maturandi l’ardua sentenza…

A conti fatti però, toccherà agli studenti “giudicare” prima ancora che svolgere. Tanto, come abbiamo detto sopra, è “solo” una simulazione. Insomma noi sdrammatizziamo proprio perché le nuove modalità d’esame hanno preoccupato finora e continuano a preoccupare quanti quest’anno dovranno affrontare uno degli scogli più temuti della formazione scolastica italiana. Allora abbiamo deciso di fare il punto della situazione a modo nostro e stamattina abbiamo intervistato i componenti di questa commissione che, almeno per oggi, faranno palpitare il cuore (d’ansia e d’amarcord) di tutta Italia o quasi.

(NB. Da qui in poi entriamo, anche se in maniera non convenzionale, nel merito delle simulazioni proposte dal Miur stamattina all’indirizzo http://www.istruzione.it/esame_di_stato/esempi/201819/Italiano.htm. Siamo ottimisti e fiduciosi sì, ma la prudenza non è mai troppa. Dunque meglio precisare)

Signor Pascoli Giovanni… salve. Cosa ci propone lei oggi?

Ad essere onesti è stata una scelta ardua invero effettuare una cernita e prediliger un componimento soltanto della mia vasta produzione letteraria. Ma “Patria” è stata la scelta. Agli scolari il compito di analizzare la poesia sul tema dello sradicamento come espressione di un disagio esistenziale, al di là della mia esperienza personale, ma in una dimensione universale e soprattutto attuale.

Morante Elsa e Arnaldo Momigliano, voi invece siete state convocati a parlarci di storia?

[Morante] Da parte mia, ho deciso di sottoporre all’attenzione degli studenti un episodio tratto dal mio romanzo “Storia” (appunto), quello che riguarda l’incursione aerea su Roma del luglio ’43. La scommessa è quella di far riflettere sul ruolo della Storia nelle opere di finzione e sugli espedienti che spesso noi scrittori usiamo per raccontare in maniera originale e meno accademica i fatti del nostro passato. Da qui l’estratto del romanzo: un evento enorme e incomprensibile proiettato attraverso gli occhi ingenui e stupiti del piccolo Useppe.

[Momigliano] Il mio approccio è stato molto più diretto e “accademico”, invece. Il passato: quanto conta? Quanto ci influenza? Quanto è importante per capire i fatti di oggi e gli atteggiamenti dell’umanità. D’altronde sono uno storico, mica un romanziere.

(Tranquilli scherza, ha fatto l’occhiolino alla Morante, l’abbiamo visto noi)

 Diritti umani e violazione, lei non ci va certo leggero dottor Cassese Antonio, o sbaglio?

Che fa sbricia i miei appunti? (Copre con la mano i fogli di carta che ha davanti). Beh, i ragazzi devono imparare a guardarsi intorno, a contestualizzare e a essere consapevoli dell’attualità. Non subirla certo passivamente. E l’argomento è quanto di più attuale si possa trovare. Il tentativo di realizzare i diritti umani è continuamente rimesso in discussione. Le forze che si oppongono alla loro realizzazione sono numerose: regimi autoritari, strutture governative soverchianti e onnicomprensive, gruppi organizzati che usano la violenza contro persone innocenti e indifese, più in generale, gli impulsi aggressivi e la volontà di predominio degli uomini che animano quelle strutture e quei gruppi. Contro tutti questi «nemici», i diritti umani stentano ad alzare la loro voce.

Mi dicono, signor Carlo Rubbia, che lei ha portato all’attenzione degli studenti una sua riflessione che anticipa di almeno vent’anni altre questioni di stretta attualità.

Si parlo delle conseguenze della globalizzazione a livello tecnologico e a livello culturale. Dai, serviva una traccia un po’ più ampia. Quella di riserva insomma, a cui possono approcciarsi tutti quelli che magari si sentono più insicuri sulle altre. Sulla base delle loro conoscenze personali e del loro percorso formativo, ho chiesto le loro considerazioni sul rapporto tra tecnologia, globalizzazione, diversità. Tema leggero? Dipende tutto da come lo si decide di affrontare.

Carissimo Giacomo Leopardi, ci rivediamo. Ormai lei è un habitué. Come si sente?

Ingobbito e di pessimo umore. Ma ho dormito male.

(intanto si asciuga gli occhi)

Ma… sono lacrime quelle?

No no, le ripeto che ho dormito male. Andiamo avanti .

Cosa ha proposto come simulazione ai maturandi del 2018/2019?

Una riflessione sulla felicità, tratta dallo Zibaldone.

Ah… andiamo bene.

Come scusi?

Nulla nulla. Prosegua pure.

Ecco vede, sono fermamente convinto che la vita trova significato nella ricerca di obiettivi che, se raggiunti, ci immaginiamo possano renderci felici. Rinunciando a questa ricerca, ridurremmo la nostra esistenza a “nuda vita” fatta solo di superficialità e vuotezza. Non sono queste tematiche vicine alla sensibilità giovanile di oggi? (piange…)

L’ottimismo è il profumo della vita… avanti il prossimo. Lei è l’ultimo. Vittorino Andreoli… professione?

Psichiatra.

Ecco, non ci facciamo mancare nulla. Ha avuto modo di scambiare due parole con il caro Giacomo? Magari il prossimo anno ce lo ritroviamo di umore leggermente migliore.

Ci sono casi impossibili per chiunque. Ad ogni modo ero troppo impegnato a stilare la mia proposta ai giovani d’oggi. Anche se, devo dire, molto in linea con il signor Leopardi. Ho deciso si porre l’accento sulla consapevolezza della propria fragilità e della debolezza come elementi di forza autentica nella condizione umana. Ho chiesto agli studenti di riflettere su questa tematica, facendo riferimento alle conoscenze e esperienze personali.

Perfetto. Grazie a tutti.

NB 2. Ovviamente le interviste sono inventate (sempre meglio precisare)

Quando l’unofficial super l’official

Col senno di poi – fatte le dovute esperienze e scelte personali e svincolati dagli obblighi scolastici – siamo riusciti a divertirci sulle proposte d’esame per le nuove modalità volute dal ministero. Non ce ne vogliano ovviamente gli autori sui quali ci siamo concessi la licenza di ironizzare coscienti del fatto che, in fin dei conti e argomenti inflazionati a parte, a qualcuno di noi si sarebbe pure cimentato con piacere a svolgere qualcuna di queste tracce d’esame. Almeno, rispetto agli argomenti degli ultimi anni, le simulazioni sono certamente più interessanti.

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