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Macedonia di banconote: come riconoscere un falso

Quando riceviamo delle banconote e qualcosa non ci convince sulla sua autenticità, come possiamo approfondire l’analisi

Immaginatevi di fare una bella macedonia, con frutta di stagione matura, colorata e profumata. Anzi, andiamo oltre!

Prepariamo una macedonia di banconote utilizzando i sette tagli disponibili: € 5, € 10, € 20, € 50, € 100, € 200 e € 500. Che nesso c’è tra le due macedonie? Semplice, quando entriamo in possesso di banconote dobbiamo usare le stesse attenzioni che abbiamo quando compriamo la frutta per fare la macedonia.

Tocchiamo la pesca, odoriamo la pera, selezioniamo tra tante le albicocche e così via. Quando riceviamo una banconota e qualcosa non ci convince sulla sua autenticità dobbiamo approfondire l’analisi. In che modo? Niente di più facile, basta mettere in pratica tre mosse: toccare, muovere e guardare. Ma andiamo per ordine!

TOCCARE gli elementi in rilievo: speciali tecniche di stampa danno ai biglietti una particolare consistenza;

GUARDARE la banconota in controluce: devono essere visibili la filigrana, il filo di sicurezza ed il numero in trasparenza, queste tre caratteristiche sono presenti su entrambi i lati dei biglietti autentici;

MUOVERE la banconota: sul fronte si deve osservare l’immagine cangiante dell’ologramma. Sul retro, inclinando leggermente il biglietto, si nota la striscia brillante sui tagli bassi e su quelli elevati il numero di colore cangiante.

Sono molti i tutorial disponibili sul web che spiegano nel dettaglio quanto detto, tra questi il sito dell’Arma dei Carabinieri che nella sezione “Contro la falsificazione di banconote e monete” riporta anche gli accorgimenti da usare per non incappare in dollari statunitensi.

Va detto comunque che le banconote e le monete presentano sofisticate misure di sicurezza, in continua evoluzione e sempre più efficaci per prevenire falsificazioni. Tuttavia, i falsari non mollano e anche loro evolvono le loro tecniche di “lavoro”, anche se il fenomeno della falsificazione dell’euro è, comunque, in calo in Italia e costantemente monitorato dalle Autorità competenti.

Ricordiamo che potremmo trovarci in tasca banconote dello stesso taglio ma diverse tra loro, infatti con va dimenticato che esistono due serie di banconote.

La prima comprende sette tagli originari dell’euro, mentre la seconda, anche nota come serie Europa, è costituita da sei tagli ed è stata completata con l’emissione dei biglietti da € 100 e € 200 il 28 maggio 2019 e non include il taglio da €500, che non è più emesso a partire dal 27 aprile 2019. La serie Europa sta gradualmente sostituendo la prima serie, entrata in circolazione nel 2002.

I tagli più falsificati continuano a essere quelli da 20 euro e da 50 euro, che rappresentano oltre il 70 per cento delle falsificazioni.

Nel caso in cui avessimo dei dubbi sulla legittimità di una banconota della quale siamo entrati in possesso, non si deve tentare di spenderla, perché tale comportamento costituirebbe un reato e quindi dalla ragione si passerebbe al torto.

La banconota sospetta dovrà essere fatta esaminare da addetti agli sportelli delle banche commerciali o degli uffici postali o delle Filiali della Banca d’Italia che, se ritengono che la banconota sia falsa, hanno l’obbligo di ritirarla dalla circolazione e trasmetterla all’Amministrazione Centrale della Banca d’Italia, in Roma, dove il Centro Nazionale di analisi delle banconote sospette di falsità (NAC) la esamina per accertarne la falsità.

Insomma, attenzione alla frutta e alle banconote!

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