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Lockdown: cosa significa avere 20 anni nel 2020

Lockdown

Il 2020 è stato ed è, purtroppo, un anno difficile per tutti, ma vorrei spiegare cosa ha significato per me.

Il 29 Luglio scorso, ho compiuto 20 anni. La situazione era “tranquilla”, forse un po’ troppo, e forse proprio per questo ci siamo ritrovati ad affrontare un nuovo lockdown. La pandemia ha stravolto le nostre vite, privandoci della nostra libertà. Libertà: una parola di cui conoscevamo il significato, ma non il valore. Prima non ci facevamo neppure caso e invece ora riusciamo a comprenderne l’importanza, e gettare l’immondizia è stato il momento più entusiasmante della giornata.

I 20 anni sono quelli della “spensieratezza”, delle esperienze, in cui la vita corre e tu lo fai con lei, cerchi di goderti a pieno ogni momento perché sai che sono i “famosi anni che non torneranno più”. Noi, ragazzi di oggi, invece, siamo tutt’altro che spensierati.

Costante è la paura, paura che possa accadere qualcosa non tanto a noi, quanto ai nostri cari. Paura che tutto questo possa non avere una fine. Perché? Perché ogni volta che le cose sembrano andare nel verso giusto, ogni volta che si intravede un po’ di luce, tutto torna come prima e sembra non esserci mai un vero passo avanti. Paura di non farcela, perché? Perché essere chiusi in casa non significa solo “avere più tempo”, come credono in molti.

Si ha più tempo, ma anche meno motivazione. Mi spiego: vi è mai capitato di avere molto da studiare e di motivarvi, magari, pensando “dopo esco con amici”, “vado a fare una passeggiata”, “vado a fare sport”, “prenoto un viaggio”. 

Ecco, diciamo che, purtroppo, questa pandemia non ci ha tolto soltanto la libertà in senso “fisico”, quella che ha che vedere con il poter uscire, andare al bar, ma anche quella “mentale”, portandoci via la possibilità di sognare, di sbagliare, di crescere.

I 20 anni sono, infatti, anche quelli degli sbagli, delle prime esperienze, quelle che ti formano e che noi, isolati, “controllati”, non stiamo vivendo. Abbiamo imparato a rinunciare, anche quando sembrava impossibile, a tutto ciò che faceva parte della nostra quotidianità ed ora, invece, ci appare così lontano.

La cosa peggiore di questa situazione, secondo me, è che ha ridotto e ridimensionato le nostre prospettive per il futuro che, purtroppo, data la crisi (ora anche aggravata), già erano minime. 

Il lockdown ha spento i nostri desideri. Quelli di scoperta , di rivalsa, di esotismo, di comunione, ed ha amplificato i demoni della paura e della diffidenza. Nonostante le forze impegnate, non riusciamo a dare un senso alla nuova realtà. 

Viviamo la più grande delle contraddizioni: il coprifuoco senza la guerra, il pericolo di morte nel respiro dell’altro, lo spettro della miseria nella tutela della salute, le nuove regole di vita nascono dal cabaret delle istituzioni. Quali segni lascerà?

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