Novembre 30, 2022

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L’italiano Canna è riuscito a battere il record dell’ora del proprio ingegnere

Si chiama mantenere la pressione: Filippo Canna ha battuto sabato sera uno dei leggendari record dell’ora dei suoi ingegneri in Svizzera. La sconfitta sarebbe considerata un’omissione per il pilota italiano, che in questa stagione non ha dato il meglio di sé.

Il 19 agosto, nel bel mezzo di un’estate torrida, Dan Bigham, un ex corridore su pista diventato ingegnere delle prestazioni per il team Canna Ineos-Grenadier, ha fatto scalpore segnando 55,548 chilometri in un’ora sulla pista di Granges. L’impresa di Victor Campenaerts che va avanti da aprile 2019.

Un’impresa incredibile per il 31enne britannico, completamente sconosciuto al di fuori dei velodromi, che ha dovuto prima raccogliere informazioni in attesa del tentativo di Khanna.

Basti dire che sabato (20:00 pm) Khanna sarà sulla stessa pista e sulla stessa moto, un telaio personalizzato stampato in 3D di Pinarello che utilizza la biomimetica per aumentare le sue prestazioni aerodinamiche. Pinne di balene.

Al di là dell’auto, che dovrebbe essere efficiente in base al percorso del suo ingegnere, Khanna fa solide argomentazioni: campione del mondo a cronometro nel 2020 e 2021, quattro volte campione del mondo nell’inseguimento individuale e campione olimpico a squadre, il 26enne piemontese è stato il punto di riferimento per le cronometro negli ultimi anni.

Ma in questa stagione è stato soprattutto deluso: solo settimo nella cronometro del mondiale su strada in Australia, è stato sconfitto sia all’Europeo che al Tour de France.

Se ammette di entrare nell’ignoto in termini di forma, lunedì ha superato un promettente test al Velodromo di Montchiari, rotolando per 35 minuti a una velocità media di 56 km/h. “Sì, ma domani saranno 60 minuti, non sarà perfetto. Forse dopo 36 minuti vorrò morire!”, ha sottolineato venerdì il corridore, che si aspetta tanta sofferenza sulla moto.

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“Domani devo fare lo sforzo più grande della mia vita”, ha insistito durante una videoconferenza stampa in cui ha espresso il suo “sogno” di battere il vecchio record di Chris Boardman (56,375 km), che è stato cancellato dagli scaffali dopo il regolamento hardware modificare. .

In Italia è atteso a sua volta. Una polemica è scoppiata soprattutto sulla data scelta per il suo tentativo.

– “Conformità impropria” –

Originariamente previsto per agosto, Khanna si è stancato del Tour de France e lo ha posticipato all’8 ottobre, in coincidenza con il Giro di Lombardia, l’ultima grande classica della stagione. “Un compromesso inappropriato”, ha lamentato RCS Sport, organizzatore di gare lombardo, che ha chiesto invano a Khanna di trovare un’altra data.

La chiamata è stata lanciata dal grande Francesco Moser, che nel 1984 ha battuto il record dell’ora detenuto da Eddy Merckx. La prossima settimana a Saint-Quentin-en Yvelines, vicino a Parigi, “Kanna deve aver aspettato che i mondi fossero finiti in pista”.

“Non ci sarebbero state più gare e il suo sforzo avrebbe avuto tutte le attenzioni del mondo”, ha detto alla Gazzetta dello Sport.

Ma a Ineos, rispondiamo che il velodromo non è mai stato disponibile prima, che ci sono mondi dietro, dove Khanna deve schierarsi e che “sarà troppo tardi per un corridore che ha corso tutta la stagione”. Per quanto riguarda l’attesa fino al 2023, non è un’opzione, poiché un cambiamento nella regola del manubrio annullerebbe tutti gli sforzi per costruire una bici che Khanna userebbe.

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Allora vai sabato sera. Ma la pressione sarà massima. “Doveva battere il record del suo ingegnere, altrimenti sarebbe stato troppo caotico”, insiste Francesco Moser.