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Legambiente lancia la campagna #Iononconferisco

 #Iononconferisco: un’estate all’insegna della dieta del cestino dell’indifferenziato.

La campagna ha l’obiettivo di mettere in campo proposte e azioni semplici e concrete rivolte ad enti e cittadini.

L’obiettivo è diffondere buone pratiche amministrative per la riduzione della produzione di rifiuti indifferenziati, ad esempio riducendo i giorni di conferimento nei calendari della raccolta.

Nei comuni più virtuosi della Campania, infatti, i rifiuti urbani indifferenziati vengono raccolti solo due volte al mese, mentre in molti comuni si raccolgono due volte a settimana.

L’esperienza dei comuni che hanno ridotto la frequenza di raccolta dell’indifferenziato, come evidenziato da un dossier di Legambiente, dimostra che si può ridurre drasticamente la quantità di rifiuti indifferenziati contribuendo così ad aumentare la percentuale di raccolta differenziata.

Con “Io non conferisco” Legambiente lancia una sfida ai cittadini e alle amministrazioni per trasformare l’incubo dello stop programmato dell’inceneritore di Acerra in un’opportunità per adottare azioni virtuose per migliorare la quantità e la qualità della raccolta differenziata a partire dalla riduzione della produzione dei rifiuti, semplicemente facendo maggior attenzione al giusto conferimento dei pochi oggetti che non si possono avviare al riciclo. Le nostre proiezioni dimostrano che lì dove l’indifferenziato viene conferito un minor numero di volte, sono registrabili degli aumenti in termini di raccolta differenziata e, contestualmente, riduzioni nella produzione del rifiuto secco indifferenziato pro capite.

«Con #Iononconferisco – dichiara Mariateresa Imparato, presidente Legambiente Campania – vogliamo lanciare una sfida ai cittadini e alle amministrazioni per trasformare l’incubo dello stop programmato dell’inceneritore di Acerra in un’opportunità per adottare azioni virtuose per  migliorare la quantità e la qualità della raccolta differenziata a partire dalla riduzione della produzione dei rifiuti, semplicemente facendo maggior attenzione al giusto conferimento dei pochi oggetti che non si possono avviare al riciclo.”.

“Le nostre proiezioni – continua la Imparato – dimostrano che lì dove l’indifferenziato viene conferito un minor numero di volte, sono registrabili degli aumenti in termini di raccolta differenziata e, contestualmente, riduzioni nella produzione del rifiuto secco indifferenziato pro capite. Ridurre la frequenza di conferimento dell’indifferenziato – aggiunge Imparato – è un’azione che le amministrazioni locali possono mettere in atto come strumento di sostegno all’aumento della percentuale di raccolta differenziata accompagnando una campagna di sensibilizzazione capillare rivolta ai cittadini».

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