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Legambiente: “In Italia la maladepurazione ci costa,oggi, 62,69 milioni di euro di multa Ue”

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Legambiente: “In Italia la maladepurazione ci costa, oggi, 62,69 milioni di euro di multa Ue e 374mila euro al giorno per ogni ulteriore giorno di ritardo.

All’indomani della Giornata Mondiale dell’Acqua leggere i dati pubblicati da Legambiente fa emergere nuovi spunti per quella che dovrebbe essere una riflessione quotidiana.

Le acque reflue, tema dell’edizione 2017 della Giornata Mondiale, e l’acqua che sprechiamo ogni giorno sono ancora oggi due insidiosi capitoli da gestire a livello nazionale.
In Italia, secondo i dati dell’Associaizone ambientalista, il 25% della popolazione non è servita da un adeguato servizio di depurazione, sono 104 gli agglomerati urbani coinvolti da provvedimenti di condanna della Corte di Giustizia europea (2012), 14 le regioni interessate (Abruzzo, Calabria, Campania, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Puglia, Sicilia, Lazio, Lombardia, Marche, Sardegna, Valle D’Aosta, Veneto e Piemonte). Il 63% delle infrazioni relative alla condanna del 2012 riguarda la Sicilia.

Altro tema importante sono le campagne di sensibilizzazione contro lo spreco idrico. Tra queste,  #giuilrubinetto, la nuova campagna no profit sullo spreco dell’acqua, sviluppata da Ogilvy Change in collaborazione con Legambiente, rivolta ai bambini delle scuole elementari con l’obiettivo di far abbandonare loro l’abitudine di lasciare scorrere l’acqua mentre si lavano i denti (in media, lavarsi i denti due volte al giorno, per due minuti, comporta uno spreco di 32 litri d’acqua potabile al giorno).

Poco rassicuranti anche le analisi sulle acque, nel 2016 su 265 campioni di acqua analizzati da Goletta Verde di Legambiente, il 52% è risultato con cariche batteriche, elevate specialmente in prossimità di foci, fossi e canali, per mancanza di depurazione e scarichi illegali.
Ai ritardi e ai casi di maladepurazione, si aggiungono le altre “bacchettate” dell’Unione Europea: oltre alla sentenza di condanna del 2012, c’è quella del 2014, una terza procedura di infrazione europea ancora in corso per il mancato rispetto della direttiva 91/271 sulla depurazione degli scarichi civili.
Ci sono poi 62,69 milioni di euro di multa comminata dalla Commissione Ue all’Italia e i 347mila euro per ogni ulteriore giorno di ritardo. Si arriverebbe così a pagare oltre 185 milioni di euro solo nel primo anno, oltre ovviamente al costo degli interventi.

I dati che Legambiente diffonde sono raccolti nell’inchiesta “Depurare è meglio” realizzata da “la Nuova Ecologia”, il mensile dell’associazione ambientalista. (http://lanuovaecologia.it/depurare-e-meglio/).
Alla luce di questi dati potremmo iniziare a chiederci dove finiscono le acque reflue di casa nostra e soprattutto dare uno sguardo più attento alle voci contabilizzate sulle nostre bollette del servizio idrico. Interessarsi è di sicuro, sempre la prima buona pratica per salvaguardare il nostro Ambiente e il nostro portafogli.

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