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Latte: obbligatorio indicare origine su etichette

Latte

La trasparenza dei prodotti riguarderà anche il latte.

Una storica vittoria per i consumatori che finalmente potranno avere uno strumento importante per difendersi da frodi e inganni del falso Made in Italy, per cui tre cartoni di latte a lunga conservazione su quattro venduti in Italia sono stranieri, come la metà delle mozzarelle sono fatte con latte o addirittura con cagliate provenienti dall’estero senza che questo sia stato finora riportato sulle etichette.

“Gli effetti interessano molto la Campania, la terra che ha inventato la mozzarella e che produce anche straordinari formaggi”. Commenta così Gennarino Masiello, presidente di Coldiretti Campania e vicepresidente nazionale, il via libera al decreto“Indicazione dell’origine in etichetta della materia prima per il latte e i prodotti lattieri caseari”, in attuazione del regolamento (UE) n. 1169/2011 firmato dai ministri delle Politiche Agricole Maurizio Martina e dello Sviluppo Economico Carlo Calenda.

Il provvedimento segna il traguardo della guerra del latte scatenata lo scorso anno dalla Coldiretti ed entrerà in vigore pienamente dopo novanta giorni dalla pubblicazione avvenuta il 19 gennaio anche se sarà possibile, per un periodo non superiore a 180 giorni, smaltire le scorte delle confezioni con il sistema di etichettatura precedente.

Il provvedimento riguarda prevede l’utilizzo in etichetta delle seguenti diciture:

  • “Paese di mungitura”: nome del Paese nel quale è stato munto il latte;

  • “Paese di condizionamento o di trasformazione”: nome del Paese nel quale il latte è stato condizionato o trasformato.

Qualora il latte, anche se usato come ingrediente nei prodotti lattiero-caseari sia stato munto, condizionato o trasformato, nello stesso Paese, l’indicazione di origine può essere assolta con l’utilizzo della seguente dicitura: “origine del latte”: nome del Paese.

Se invece le operazioni indicate avvengono nel territorio di più Paesi membri dell’Unione europea, per indicare il luogo in cui ciascuna singola operazione è stata effettuata, possono essere utilizzate le seguenti diciture: “latte di Paesi UE” per l’operazione di mungitura, “latte condizionato o trasformato in Paesi UE” per l’operazione di condizionamento o di trasformazione.

Infine qualora le operazioni avvengano nel territorio di piu’ Paesi situati al di fuori dell’Unione europea, per indicare il luogo in cui ciascuna singola operazione è stata effettuata, possono essere utilizzate le seguenti diciture: «latte di Paesi non UE» per l’operazione di mungitura, «latte condizionato o trasformato in Paesi non UE» per l’operazione di condizionamento o di trasformazione.

Il prossimo passo – conclude la Coldiretti – è l’entrata in vigore dell’obbligo di indicare l’origine del grano impiegato nella pasta, come previsto nello schema di decreto che introduce l’indicazione obbligatoria dell’origine del grano impiegato nella pasta.

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