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Lady D: vent’anni fa volavi via, “like a candle in the wind”

Vent’anni dopo la sua morte, nessuno l’ha dimenticata e forse nessuno mai lo farà

Chi non conosce il suo nome?

Anche noi delle ultime generazioni, che non l’abbiamo vissuta in prima persona sappiamo chi è. Lady D è stata e lo è ancora, icona di eleganza e di stile, dai modi delicati e gentili. Sempre “in pace” con il mondo intero, ma con una costante guerra dentro.

Tanti gli eventi per renderle omaggio

A Kensington Palace, si può ammirare “Diana, her fashion story“, la mostra che espone gli abiti da sera e i vestiti che l’hanno accompagnata nei momenti pubblici più famosi.

Fino al 31 dicembre 2017,  il Sunken Garden di Kensington Palace, il giardino in cui tanto amava passeggiare, si trasforma in “White Garden“, uno spazio riempito dal suo fiore preferito: rose bianche inglesi (circa 12mila bulbi).

William, Kate e Harry hanno fatto visita al White Garden

Sotto la pioggia, i figli di Lady D, hanno incontrato i rappresentanti di diverse associazioni di volontariato, le tante di cui lei era madrina, dal National Aids Trust alla Leprosy Mission, compreso l’ospedale pediatrico di Great Ormond Street. Hanno posto un mazzo fiori vicino ai tanti altri omaggi floreali e le tante fotografie, posizionate dai tanti che la amano ancora, sul cancello d’entrata di Kensington Palace.

Quest’anno l’anniversario della sua morte è stato più burrascoso che mai per la Casa Reale

Channel 4, alla fine di luglio,  ha deciso di raccogliere in un documentario intitolato “Diana: in her own words”, le registrazioni di conversazioni che Lady D ebbe con Peter Settelen. Lui era  un professore americano che tra il 1992 e il 1993 le insegnò a parlare in pubblico. I colloqui furono registrati a Kensington Palace quattro anni prima della scomparsa della principessa.

L’infatuazione per una delle sue guardie del corpo,  il principe Carlo che riteneva essere un suo diritto avere un’amante, la regina Elisabetta II che, quando Diana le palesò le difficoltà nel suo matrimonio con il figlio, le rispose che Carlo era “senza speranza” e non seppe darle altro aiuto. Questo e tanto altro è stato udito in quel documentario.

Inutilmente il fratello di lei, il conte di Spencer, ha tentato di bloccare la messa in onda.

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