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Italia è “maglia nera” per i pagamenti della PA. Siamo a quota 144 giorni.

I fornitori della Pubblica Amministrazione avanzano 65 miliardi di Euro. Siamo maglia nera in Europa per la puntualità dei pagamenti. I migliori? La Germania: 15 giorni per un pagamento.

Raramento lo Stato italiano recepisce in tempi stretti, le novità giuridiche che provengono dall’Europa. Diciamo che siamo restii nell’accettare le novità. Euroscetticismo o meno, il dato non è preciso, ma che oltre il 70% dei lavori parlamentari italiani arriva da Bruxelles, realisticamente è così. Tra le misure europee che l’Italia ha recepito nel proprio ordinamento, con una velocità sorprendente, è quella che vincola la Pubblica Amministrazione a pagare i propri debiti entro 30/60 giorni dall’emissione della fattura. La novità risaliva al decreto legislativo (192/2012) entrato in vigore il primo gennaio del 2013. A darne notizia citiamo Il Sole 24 Ore nella prima rassegna stampa del nuovo anno:

“Dal primo gennaio è partita una vera e propria rivoluzione per i pagamenti. Scattano infatti le nuove regole europee introdotte dal Dlgs 192/2012 su tutte le nuove transazioni commerciali concluse da inizio 2013.”

Ma cosa è realisticamente cambiato? La CGIA di Mestre ha fotografato la situazione del nostro Paese: sono 65 i miliardi che lo Stato deve ancora saldare. A spiegare questo primo dato è il coordinatore dell’Ufficio studi della CGIA, Paolo Zabeoi. “Il dato è  sottodimensionato – segnala il coordinatore Zabeo – dall’ultima stima elaborata dalla Banca d’Italia emerge che i mancati pagamenti della Pa ammontano a 65 miliardi di euro: 34 a causa dei ritardi di pagamento e gli altri 31 sono di natura fisiologica. Ovvero, legati ai tempi di pagamento contrattuali che, secondo la Direttiva europea entrata in vigore nel 2013, non possono superare i 30-60 giorni dall’emissione della fattura”.

I debiti della PA sono incredibilmente aumentati nonostante la forte contrazione della spesa.

ANNI STIMA DEBITO PA (*)
(in mld €)
Totale di cui:
fisiologici
di cui:
dovuti a ritardi
2008 68 47 21
2009 77 49 29
2010 81 53 27
2011 85 47 37
2012 94 40 53
2013 76 34 43
2014 72 32 40
2015 65 31 34
Var. %
2015/2008
-5% -34% +62%

Un problema ben noto anche alla Commissione Ue che non ha ancora “ritirato” la procedura d’infrazione avviata nel giugno del 2014 nei confronti dell’Italia a seguito della non corretta applicazione della direttiva Ue. La nostra Pubblica amministrazione, infatti, è stata accusata di saldare i conti con grave ritardo e non  come previsto dalle regole Ue entro i 30-60 giorni dall’emissione della fattura.

L’Italia maglia nera in Europa nei pagamenti.

Nulla di nuovo sotto il cielo.  “In Europa – segnala il segretario della CGIA Renato Mason – nessuna altra Pubblica amministrazione si comporta peggio della nostra. Sebbene negli ultimi anni le cose siano migliorate, il gap con i nostri principali partner economici rimane  ancora molto elevato. In Francia, ad esempio, i fornitori vengono pagati mediamente dopo 58 giorni, nel Regno Unito dopo 30 e in Germania addirittura dopo 15 giorni. La media dei 27 paesi Ue, invece, è di 45 giorni”.

RANK
(per tempi 2016)
PAESI Pubblica Amministrazione
a imprese
2015 2016 Var. gg.

2016-2015

1 ITALIA 144 131 -13
2 GRECIA 49 115 +66
3 SPAGNA 103 98 -5
4 PORTOGALLO 94 76 -18
5 BELGIO 69 64 -5
6 FRANCIA 62 58 -4
7 CROAZIA 48 57 +9
8 SVIZZERA 40 45 +5
9 IRLANDA 28 40 +12
10 PAESI BASSI 32 39 +7
11 AUSTRIA 32 38 +6
12 BOSNIA 42 38 -4
13 SLOVACCHIA 23 38 +15
14 SLOVENIA 35 38 +3
15 BULGARIA 52 34 -18
16 SVEZIA 32 33 +1
17 REGNO UNITO 24 30 +6
18 DANIMARCA 27 29 +2
19 UNGHERIA 42 29 -13
20 LITUANIA 15 29 +14
21 POLONIA 33 29 -4
22 NORVEGIA 32 27 -5
23 REPUBBLICA CECA 29 25 -4
24 ESTONIA 21 23 +2
25 FINLANDIA 22 23 +1
26 LETTONIA 18 18 +0
27 GERMANIA 19 15 -4
  MEDIA EUROPEA (*) 43 45 +2

 

Ecco il report integrale della CGIA Mestre

Scopri l'Autore

Antonio Ioele

Antonio Ioele

10 anni, tra Italia ed estero, tra radio, tv, carta stampata e web. Da febbraio 2017 sono il delegato dello "Studio Associato laRed" (P.IVA 05569100653), proprietario della testata giornalistica laRedazione.eu.

Il portale www.laredazione.eu è fisicamente alloggiato presso i server di Aruba S.p.A.

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