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Istat, boom dei “divorzi brevi”. In ripresa i matrimoni civili. La situazione in Campania.

Nel 2015 si registra un consistente aumento del numero di divorzi: +57% rispetto al 2014. Molto più contenuto, è l’aumento delle separazioni: +2,7% rispetto al 2014. Altro aspetto i matrimoni che, dal 2014, hanno segnato un +2,4%. Fatto che non avveniva dal 2008.

matrimoni istat 2016 laredazione

La tabella ISTAT è esplicativa degli andamenti totali suddivisi e per anno e per caratteristiche: matrimoni, primi matrimoni, matrimonio con sposi italiani o sposo straniero, separazioni e divorzi.

L’analisi, per separazioni e divorzi, è estremamente corposa e deve necessariamente prendere atto di due novità legislative.

Le due novità legislative del 2014 e del 2015

  • L.132/2014 che semplifica l’iter di separazione e divorzio consensuali con accordi extragiudiziali. In applicazione di queste norme, nel 2015, sono stati definiti presso gli Uffici di stato civile 27.040 divorzi (pari al 32,8% del totale dei divorzi del 2015) e 17.668 separazioni (pari al 19,3% sul totale delle separazioni). Questi procedimenti si sono sommati ai procedimenti conclusi presso i tribunali (rispettivamente pari a 55.429 per i divorzi e 74.038 per le separazioni) facendo lievitare sensibilmente l’entità del fenomeno e, soprattutto, i divorzi;
  • Legge “Divorzio Breve” del 2015 che accorcia da 3 anni a 6 mesi il periodo per richiedere il divorzio consensuale dopo la separazione. Il periodo aumenta ad 1 anno in caso di separazione giudiziale. Nel 2015 si registra, pertanto, una importante “rottura” della serie temporale dei divorzi e degli indicatori ad essi riferiti per effetto delle variazioni normative precedentemente richiamate. Non sarebbe corretta, quindi, una lettura dell’aumento dei divorzi in termini di aumento della propensione allo scioglimento delle unioni. A tale proposito è più opportuno considerare il trend dell’indicatore riferito alle separazioni che, come si è detto, subisce un effetto delle variazioni normative molto più contenuto.

I primi dati sui “divorzi brevi”

In virtà di quanto scritto, quasi il 40% dei divorzi definiti presso gli Uffici di stato civile e il 10% di quelli definiti presso i tribunali sono, infatti, divorzi “brevi”, ovvero l’intervallo di tempo intercorso tra la separazione legale e la successiva domanda di divorzio è stato inferiore ai 3 anni previsti dalla precedente normativa.

Nel 2015 si registra un consistente aumento del numero di divorzi che hanno raggiunto gli 82.469 casi (+57% rispetto al 2014). Molto più contenuto, e in linea con le tendenze in atto negli anni precedenti, è l’aumento delle separazioni (91.706, +2,7% rispetto al 2014). Per una corretta interpretazione di questi dati, spiega l’ISTAT, occorre tener presente che nel 2015 esplicano per la prima volta i loro effetti due importanti variazioni normative in materia di separazione e di scioglimento delle unioni coniugali.

Mediamente un matrimonio dura 17 anni. Al momento della separazione gli uomini hanno 48 anni, le mogli 45. Reggono di più i matrimoni religiosi

La durata media del matrimonio al momento della separazione è di circa 17 anni. Negli ultimi vent’anni è raddoppiata la quota delle separazioni dei matrimoni di lunga durata, passando dall’11,3% del 1995 al 23,5%. All’atto della separazione i mariti hanno mediamente 48 anni e le mogli 45 anni. La classe più numerosa è quella tra 40 e 44 anni per le mogli (18.631 separazioni, il 20,3% del totale), tra 45 e 49 anni per i mariti (18.055, il 19,7%). La propensione a separarsi è più bassa e stabile nel tempo nei matrimoni celebrati con il rito religioso. A distanza di 10 anni dalle nozze i matrimoni sopravviventi sono praticamente gli stessi per le coorti di matrimonio del 1995 e del 2005 (rispettivamente 911 e 914 su 1.000). I matrimoni civili sopravviventi scendono a 861 per la coorte del 1995 e a 841 per quella del 2005.

Separazioni e divorzi: la situazione in Italia, Regione per Regione.

In Campania, tra il 2014 ed il 2015, seppur di poco, diminuiscono le separazioni dal 8’928 a 8’915. Aumentano i divorzi, da 3’107 (2014) a 4’871 (2015).

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Matrimoni, nel 2015 aumento dei matrimoni, in maggioranza con rito civile

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Nel 2015 sono stati celebrati in Italia 194.377 matrimoni, circa 4.600 in più rispetto all’anno precedente (+2,4%). Aumentano in Piemonte (+8,1%) e Sicilia (+6,4%). Diminuiscono in Molise, Puglia e Umbria. A tirare sono maggiormente le prime nozze tra sposi di cittadinanza italiana: 144.819 celebrazioni nel 2015 (circa 2.000 in più del 2014), mentre dal 2008 al 2014 erano diminuite di oltre 40.000 (il 76% del calo complessivo delle nozze). Aumenta anche la propensione alle prime nozze: 429 per 1.000 uomini e 474 per 1.000 donne. I valori sono comunque inferiori del 20% rispetto al 2008. Gli sposi celibi hanno in media 35 anni e le spose nubili 32 (entrambi quasi due anni in più rispetto al 2008).

I dati integrali dal sito ISTAT oppure dal nostro sito laRedazione.eu

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Antonio Ioele

Antonio Ioele

10 anni, tra Italia ed estero, tra radio, tv, carta stampata e web. Da febbraio 2017 sono il delegato dello "Studio Associato laRed" (P.IVA 05569100653), proprietario della testata giornalistica laRedazione.eu.

Il portale www.laredazione.eu è fisicamente alloggiato presso i server di Aruba S.p.A.

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