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Inquinamento domestico, i campani preoccupati e poco informati

L’Istituto Superiore di Sanità stima che il 17% delle abitazioni italiane sia a rischio radon, una sostanza estremamente nociva per l’apparato respiratorio. Per non parlare poi di monossido di carbonio, polveri sottili, formaldeide o anche acari, tutte sostanze spesso presenti nelle nostre abitazioni, ma che purtroppo non lasciano tracce tangibili.

Non bastava l’inquinamento dell’ambiente esterno: a minacciare la nostra salute sono anche i pericoli che si insinuano tra le mura domestiche.

E in Campania?

Come nel resto d’Italia, anche qui l’informazione è poca: come emerge dall’ultima ricerca1 effettuata dall’Osservatorio di Sara Assicurazioni, la compagnia assicuratrice ufficiale dell’Automobile Club d’Italia, il 57% dei campani ammette di averne una conoscenza limitata, mentre il 27% ne ignora del tutto l’esistenza.

Tra le minacce domestiche più temute dai campani, si collocano ai primi posti le fughe di gas (49%), le sostanze nocive nell’aria (53%) e l’inquinamento dell’acqua (50%). Preoccupano anche i campi elettromagnetici (39%), mentre solo il 22% dei campani si dice spaventato dagli allergeni, come i comuni acari della polvere, ospiti indesiderati che spesso si annidano tra lenzuola e coperte.

Ma come affrontare i problemi legati all’inquinamento domestico?

Secondo gli intervistati della regione, un approccio “fai da te” può essere efficace, areando spesso gli ambienti di casa (53%) e curandone l’igiene e la pulizia (57%). Per contrastare poi le radiazioni derivanti dalle nuove tecnologie, il 43% dei campani pensa sia opportuno spegnere tutti i dispositivi elettronici durante le ore notturne o quando non sono utilizzati.

Meno numerosi, invece, i campani che, oltre alle buone abitudini quotidiane, penserebbero di intervenire installando e cambiando regolarmente i filtri per l’aria (26%), o acquistando un depuratore dell’acqua (24%).

Ed è proprio l’acqua potabile di casa che divide gli abitanti della Campania.

Se il 51% degli intervistati dichiara di bere abitualmente quella del rubinetto, il 49% preferisce quella in bottiglia, e uno dei motivi scatenanti è proprio la poca fiducia nella sua qualità e salubrità.

Prevenire, però, è possibile, e conoscere è il miglior modo per contrastare queste minacce, secondo quanto sostiene l’84% dei campani. Come?

Il 41% vorrebbe ricevere informazioni utili dalle Istituzioni, il 32% si affiderebbe invece a dispositivi tecnologici in grado di fare un check-up della propria casa e solo l’11% richiederebbe l’intervento di personale a domicilio per rilevazioni e mappature.

[a cura dell’Ufficio Stampa Sara. Indagine CAWI condotta dall’istituto di ricerca Nextplora nel 2017 su di un campione rappresentativo della popolazione italiana per quote d’età, sesso ed area geografica]

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