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Incendi boschivi: allarme in prospettiva

In Italia – Coldiretti: “Estate da bollino rosso”

L’allarme incendi non è stato mai così alto con la superficie boschiva che ha raggiunto quest’anno in Italia il massimo storico di sempre a causa del degrado e dell’abbandono che lascia campo libero ai piromani e alle ecomafie, con rischi per l’ambiente e la stabilità idrogeologica. E’ quanto emerge dal più recente dossier prodotto da Coldiretti.

Un mix esplosivo scatenato dalle previsioni di una estate 2016 torrida che – sottolinea la Coldiretti – si sommano all’ inarrestabile avanzata della foresta che senza alcun controllo si è impossessata dei terreni incolti e domina ormai con 12 miliardi di alberi più di 1/3 della superficie nazionale con una densità che la rende del tutto impenetrabile ai necessari interventi di manutenzione, difesa e sorveglianza. Già lo scorso anno – ricorda la Coldiretti – gli incendi gli incendi erano aumentati del 49% mandando in fumo più di 37mila ettari di bosco.

In Campania – Da Palazzo Santa Lucia pronti gli elicotteri

La Regione Campania ha infatti messo mano all’intensificazione dell’attività di vigilanza e spegnimento degli incendi boschivi fornendosi di ben 7 elicotteri (il cui valore complessivo sfiora i 6 milioni e 400 mila euro) tramite la stipula di un contratto di affidamento biennale del servizio di spegnimento di incendi boschivi a mezzo elicotteri che in meno di 15 minuti saranno in grado di raggiungere agevolmente il rogo segnalato da ogni zona della regione.

A Cava de’ Tirreni – In cenere 172 ettari in 8 anni

Un piaga, quella degli incendi estivi, che negli ultimi anni ha fatto una vera e propria strage anche a Cava de’ Tirreni. I dati forniti sugli incendi verificatisi e registrati dal Corpo Forestale dello Stato negli ultimi otto anni e riportati nel recente aggiornamento del piano comunale di protezione civile parlano di ameno 172 ettari di aree naturali bruciate e ridotte in cenere dalle fiamme. A preoccupare è l’andamento altalenante del fenomeno che d’estate in estate fa registrare continui sbalzi. Picchi rilevanti si sono avuti soprattutto nel 2009 (furono 72 ettari bruciati quell’anno), nel 2011 un sensibile cale (32 ettari) e nel 2012 di nuovo s’allarga l’area di macchia mediterranea ridotta in cenere (49 ettari).

 

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