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In 50 da Cava de’ Tirreni a Napoli per l’approvazione del dl Falanga

In 50

Tantissimi cittadini di Cava de’ Tirreni ieri a Napoli per l’assemblea del Coordinamento regionale dei Comitati delle Associazioni Campane unite in difesa del diritto alla casa. A guidare la delegazione il vicesindaco Nunzio Senatore, l’assessore Giovanna Minieri e il consigliere di minoranza, Vincenzo Lamberti.

Sollecitare l’approvazione del decreto Falanga e dare tregua a quanti, cosiddetti “abusivi di necessità”, tremano in queste ore per la preoccupazione di vedersi, da un giorno all’altro, recapitare un’ordinanza di sgombero da parte della Procura della Repubblica e perdere così l’unico tetto sopra la testa che hanno a disposizione.
Per queste ragioni, nella giornata di ieri, anche una folta delegazione del “popolo degli abusivi” di Cava de’ Tirreni ha preso parte all’assemblea indetta dal Coordinamento regionale dei Comitati delle Associazioni Campane e tenutasi presso l’Hotel Ramata di Napoli.

A guidare la rappresentanza cavese (fatta di almeno 50 cittadini) il vicensindaco Nunzio Senatore, l’assessore Giovanna Minieri, il consigliere di minoranza Vincenzo Lamberti – che da tempo sta seguendo gli sviluppi che riguardo il decreto con il quale si stabilisce un ordine di priorità negli abbattimenti degli immobili abusivi –, e l’immancabile Pina Fariello, la “pasionaria” che del diritto all’abitazione ha fatto la sua personale battaglia prima ancora che, lo scorso aprile, la sua casa in località Contrapone venisse rasa al suolo dal braccio meccanico delle ruspe.

«Non possiamo e non dobbiamo fermarci – ha spiegato Pina Fariello – altrimenti un domani cosa potremmo dire ai nostri figli? A qual punto sarebbe inutile anche inveire contro le amministrazioni, gli enti e le istituzioni. Bisogna combattere adesso».
Vincenzo Lamberti ha evidenziato la necessità che il decreto venga licenziato quanto prima. «La conversione in legge della proposta Falanga sarebbe già dovuta avvenire – ha aggiunto Lamberti – e invece ci siamo trovati di fronte l’ennesima proroga. Il timore che aleggia nell’aria è che il decreto venga preso sottogamba, non capendo la reale situazione in cui versano milioni di italiani bollando il tutto solo come una nuova “questione meridionale».

«Quanto sta avvenendo in questi giorni presso le sedi rappresentative della Repubblica è assurdo – hanno spiegato i membri del Coordinamento regionale dei Comitati delle Associazioni Campane unite in difesa del diritto alla Casa a quanti hanno preso parte all’assemblea di ieri –. Approvato il disegno di legge, avrebbe dovuto far seguito il suo definitivo licenziamento, invece si assiste a una pratica inusuale, estranea alla regole della democrazia civile. Il provvedimento, infatti, sta conoscendo una resistenza ideologica e discriminatoria su base geografica che evidenzia un razzismo pseudo-istituzionale. Non si capisce quale motivo non debbano essere abbattuti con priorità immobili notoriamente abusivi appartenenti alla malavita organizzata, strutture turistiche piuttosto che grandi complessi alberghieri. Il disegno di legge, che reca il nome del primo firmatario Falanga, è stato giudicato, a seguito di modiche e ripensamenti avanzati da tutto l’arco delle forze parlamentari, proposta ragionata e ragionevole, idonea a divenire legge dello Stato. Tuttavia viene osteggiato sul terreno esclusivamente ideologico attraverso un crescendo ingiustificabile di atteggiamenti ambivalenti raramente osservato nella storia repubblicana».

Intanto non si fermano le manifestazione da parte di chi sarà coinvolto direttamente dagli effetti del provvedimento. Già annunciato, infatti, che un nuova delegazione degli “abusivi di necessità” si muoverà anche a Roma il 17 ottobre, in occasione della prossima discussione nell’Aula della Camera dei Deputati.

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Giuseppe Ferrara

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