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Impronte digitali a scuola, continua la protesta dei dirigenti scolastici

Ne abbiamo parlato con la vicepresidente Dirigentiscuola Campania, Filomena Adinolfi: “Un provvedimento umiliante e vessatorio”

Sono circa 1300 le firme raccolte contro il controllo biometrico per i dirigenti scolastici, previsto dal ddl Concretezza approvato dalla Camera dei Deputati.

Il sindacato Dirigenti Scuola Confederati, presieduto da Attilio Fratta, ha inviato una lettera, con migliaia di sottoscrizioni, al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e ai due vice presidenti Matteo Salvini e Luigi di Maio, per esprimere contrarietà, frustrazione e umiliazione della categoria nei confronti di tale provvedimento.

La legge, all’esame del Parlamento, prevede la rilevazione delle impronte digitali per i presidi, come per qualsiasi dipendente pubblico, per verificarne la presenza in servizio.

Ne abbiamo parlato con la vicepresidente Dirigentiscuola Campania, Filomena Adinolfi (Dirigente scolastica dell’IC Carducci – Trezza di Cava de’ Tirreni)

“Si tratta di un provvedimento umiliante e vessatorio – commenta ai nostri microfoni la dirigente scolastica Filomena Adinolfi, vice Presidente Dirigentiscuola Campania -. Il preside di una scuola è un dirigente apicale e non può subire tali controlli. L’eventuale attuazione del provvedimento sui controlli biometrici è la prova provata della mancanza di conoscenza, da parte dei parlamentari, dei meccanismi di funzionamento delle istituzioni scolastiche, del ruolo, delle funzioni e delle competenze del Dirigente previste dalle norme vigenti. I parlamentari della Repubblica evidentemente non sanno che il dirigente scolastico non ha un orario d’ufficio e non potrebbe essere altrimenti. “.

“Il dirigente scolastico – spiega la Adinolfi-  svolge un lavoro dinamico, deve rispondere dei risultati e non può essere sottoposto alla staticità di un orario fisso perché questo non permetterebbe l’attuazione dell’autonomia scolastica, che i legislatori hanno da tempo considerato necessaria per il buon funzionamento della scuola. Il luogo di lavoro non è solo la sede centrale dell’istituzione scolastica ma varia in base alle esigenze e alle emergenze.  Ogni preside ha sotto la sua dirigenza una media di 4/5 plessi scolastici. E spesso non sono più sedi di un’unica scuola, ma istituti diversi e talvolta anche distanti sul territorio decine di chilometri.

Impronte digitali contro l’assenteismo nel pubblico impiego. Che cosa contiene il DDL concretezza?

Approvato alla Camera il disegno di legge Concretezza volto ad introdurre, per la rilevazione della presenza, sistemi di verifica biometrica (come le impronte digitali) dell’identità dei dipendenti pubblici, dirigenti inclusi e di videosorveglianza degli accessi sui luoghi di lavoro. Ora il ddl passerà al vaglio del Senato.


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