Attualità

Immigrazione: 5 milioni gli stranieri in Italia

Nel 2015 aumento della popolazione straniera in Italia del 1,9% rispetto all’anno precedente. Questi i dati emersi nel XXV Rapporto immigrazione condotto da Fondazione Migrantes e Caritas Italiana che hanno rivelato com’è cambiata l’immigrazione nel nostro Paese. Al 1° gennaio 2015 risiedevano in Italia 60.795.612 abitanti, di cui 5.014.437 di cittadinanza straniera (8,2%) di cui 2.641.641 donne (52,7%). Rispetto alla stessa data del 2014, la popolazione straniera è aumentata di 92.352 unità (+1,9%)
. Nel dettaglio sono soprattutto romeni, albanesi e marocchini (le tre nazionalità rappresentano il 41,3% del totale) anche se in Italia sono presenti ben 198 nazionalità. Quasi il 60% vive nelle regioni del Nord. Le regioni con il più alto numero di presenze sono Lombardia (23%), Lazio (12,7%), Emilia Romagna (10,7%) e Veneto (10,2). 
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Perché chiedono di restare in Italia? Dal 2009 al 2015, sul totale della popolazione in età da lavoro (15 anni ed oltre), la quota degli stranieri è passata dal 5,9% al 7,8%.
 Dal quadro di sintesi della condizione occupazionale degli stranieri, dai microdati della Rcfl-Istat, emerge che nel II trimestre 2015 su un totale di 4.067.145 persone in età da lavoro, vi sono 2.360.307 occupati stranieri (che costituiscono il 10,5% del totale) di cui 1.575.157 extra-Ue (66,7% degli occupati stranieri) e 785.150 lavora- tori comunitari (33,3% degli occupati stranieri). Va anche sottolineato che l’88,5% degli occupati stranieri è dipendente (nel caso degli occupati italiani, la percentuale scende a 74,0%). Gli stranieri in cerca di occupazione sono 455.578 (14,7% del totale), di cui 328.070 di nazionalità non Ue (72,0% del totale degli stranieri in cerca di occupazione) e 127.508 di nazionalità Ue (28,0%). Gli inattivi stranieri sono 1.251.261, di cui 922.510 non Ue (73,7%) e 328.750 Ue (26,3%).

Dove vivono?

Ad inizio 2015 quasi il 60% degli immigrati vive nel Nord, mentre questa percentuale scende al 25,4% nel Centro, con un ulteriore calo nel Mezzogiorno (15,2%). In tre regioni del Nord ed una del Centro è concentrata più della metà dell’intera popolazione straniera presente in Italia (56,6%). In particolare, si tratta della Lombardia (23,0%), del Lazio (12,7%), dell’Emilia Romagna (10,7%) e del Veneto (10,2%). Nel Mezzogiorno va sottolineato che la Campania ospita il 28,6% del to- tale degli stranieri residenti in quest’area.

Ma quanto guadagnano? Gli immigrati e il fenomeno del working poor

Essere un lavoratore povero significa avere una retribuzione inferiore a 2/3 del salario mediano calcolato su base oraria: più bassa è la remunerazione più ci si allontana dal decent work.
 I lavoratori poveri stranieri sono il 41,7% del totale degli occupati stranieri, percentuale che per i loro omologhi italiani scende al 14,9%. La condizione dei working poor comincia ad essere considerata un elemento non residuale, bensì caratterizzante, del mercato del lavoro italiano, considerando che, dal 2014 al 2015, la quota si è quasi stabilizzata, con un leggero spostamento dal 18,8% al 18,2%.

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