Ambiente EVIDENZA

Il caldo record fa male anche alle api, -41% di miele

api

La produzione di miele è in calo per colpa del caldo record: le api non volano più ed il risultato è un -41% della produzione nazionale. A denunciarlo è Coldiretti in base ai dati prodotti da Ismea

L’estate 2019 è davvero troppo calda, persino per le api. La produzione nazionale di miele di acacia e agrumi, secondo i dati Ismea, è crollata del 41% rispetto allo scorso anno.

La colpa è del clima impazzito che sta mettendo a repentaglio il prezioso lavoro di trasporto di nettare e polline. A lanciare l’allarme è la Coldiretti: “L’ondata di caldo africano rischia di dare il colpo di grazia agli alveari dove le api ventilatrici sono impegnate a rinfrescare l’interno agitando velocemente le ali in modo da ricambiare l’aria e quelle acquaiole portano, invece, acqua in forma di goccioline per raffreddare, a scapito della normale attività di impollinazione. Il risultato è che quest’anno la produzione nazionale risulterà ben al di sotto delle oltre 23,3 milioni di chili del 2018”.

In Campania la produzione del miele è una delle principali attività economiche: abbiamo, infatti, diverse aziende agricole considerate delle vere e proprie eccellenze. Secondo Coldiretti, vanno tutelate e sostenute con progetti dedicati.

La sofferenza delle api mostra solo una piccola parte del problema climatico: “L’ondata di calore africana – continua la Coldiretti – è la punta dell’iceberg delle anomalie di questa pazza estate con la prima metà di luglio segnata dal maltempo con 10 grandinate al giorno dopo un giugno che si è classificato al secondo posto dei più bollenti dal 1800 con una temperatura superiore di 3,3 gradi rispetto alla media, un maggio freddo e bagnato e i primi mesi dell’anno particolarmente siccitosi. Si registra nel 2019 una evidente tendenza alla tropicalizzazione che – sottolinea la Coldiretti – si manifesta con una più elevata frequenza di eventi violenti, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense e il rapido passaggio dal maltempo al caldo. Il ripetersi di eventi estremi – conclude la Coldiretti – sono costati all’agricoltura italiana oltre 14 miliardi di euro in un decennio tra perdite della produzione agricola nazionale e danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne”.

laRed TV





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