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#Gomorra2: “Nun sapit che v’aspett” ha colto nel segno

Standing ovation per un prodotto seriale che ha fatto impazzire il pubblico italiano e non solo. Si chiude più che in bellezza la seconda stagione di Gomorra. Parlando con numeri alla mano, incollati ai televisori per le ultime due puntate, sono stati 1.190.140 spettatori medi e 1.316.435 spettatori unici, con una permanenza media del 91%. Si tratta di una delle serie di tv più viste di Sky, superando anche gli ascolti per la serie Il Trono di Spade. Gomorra ha conquistato solo gli schermi televisivi? Assolutamente no. Su Twitter, l’hashtag #Gomorra2 stamane è entrato a far parte della classifica dei Trending Topic mondiali, qualificandosi alla quinta posizione. Per non parlare della quantità di twitter che sono stati scambiati dagli utenti, con tema Gomorra e i suoi personaggi.

Questa seconda stagione non ha deluso nessuno. Ha tenuto con il fiato sospeso fino all’ultimo, ed è stato affrontato una dei temi potremmo dire cult della cronaca quotidiana: la lotta fra clan e la conquista del territorio. Un gioco fatto di calcoli precisi, mosse decise come si suol dire “a tavolino”, per il dominio, il potere, far soccombere i più deboli e regnare. “Secondigliano è a mij ” ha ripetuto spesso Don Pietro (Fortunato Cerlino) nelle ultime puntate, il ritratto perfetto del camorrista spodestato che rivuole ciò che gli è stato tolto. Il suo acerrimo nemico, nonchè suo ex affiliato, Ciro l’Immortale (Marco D’Amore) ha osato mettersi contro di lui. Sarà una guerra spietata fino all’ultimo minuto, ma Ciro la vincerà, quando tutto sembrava a favore di Don Pietro; l’Immortale lo fredda dinnanzi alla cappella dove è sepolta l’amata Imma. La famosa Donna Imma Savastano (Maria Pia Calzone ) , moglie di Don Pietro ,era stata vittima di Ciro, nella parte finale della prima stagione. Chi di spada ferisce, di spade perisce. Infatti nell’ultima puntata di ieri, Don Pietro, fa eseguire dal suo braccio destro Malammore (Fabio De Caro)uno degli omicidi che ha lasciato di più senza parole il pubblico: l’omicidio della piccola figlia di Ciro. La scena è da brividi. La bambina in un angolino dell’auto che cerca di salvarsi, e Malammore, in un momento quasi solenne, bacia la croce d’oro che tiene al collo, e dopo pochi attimi di esitazione preme il grilletto.

Non va bene? Troppo?

Perchè non mostrarlo? E’ successo. Le organizzazioni criminali da un certo momento in poi non hanno più avuto pietà di donne, bambini o preti. Non ci si è fermati. Questa è la grandezza di Gomorra. Il rappresentare realtà che cerchiamo di non vedere, per paura. Il rappresentare in maniera fredda ed impotente, un meccanismo in atto che non si ferma. Guerre che abbiamo a due passi da casa, che non fanno prigionieri, ma solo vittime.

Sveglia, si dovrebbe dire a coloro, che in maniera ignorante attaccano l’attore Fabio De Caro che non si è rifiutato di girare quella scena.

Chapeu a Stefano Sollima ( il regista), il coraggioso e tanto bistrattato Roberto Saviano, l’intero gruppo di sceneggiatori, e il magnifico cast di eccellenza.

Si aspetta con ansia la terza stagione. Saviano è già a lavoro

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