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“Giustizia per Arianna”, la famiglia Manzo continua la battaglia per la figlia Arianna

I genitori proseguono lo sciopero della fame e chiedono giustizia per la figlia Arianna nella battaglia legale contro il “Cardarelli”

Uno striscione gigante che grida “Giustizia per Arianna”, il sostegno di numerosi concittadini e tanta forza di volontà: è cominciato così, ieri mattina, all’ombra della sede della Corte d’Appello di Salerno, lo sciopero della fame di Eugenio Manzo e Matilde Memoli, genitori della piccola Arianna.

La ragazza, oggi quindicenne, a causa di eccessivi trattamenti farmaceutici a cui era stata sottoposta appena nata, è rimasta tetraplegica, sorda e ipovedente.

Una manifestazione di protesta forte e determinata, quella dei coniugi Manzo, che chiedono giustizia per la figlia alla luce di una prima sentenza – nella battaglia legale contro l’Azienda ospedaliera “Antonio Cardarelli” di Napoli, dove Arianna era stata sottoposta alle eccessive cure mediche – che li vede beneficiari di un risarcimento di almeno 3 milioni di euro. Somma questa che ancora non è stata corrisposta dall’ospedale che, in tutta risposta, ha chiesto in appello la sospensiva del pagamento.

Alla base delle accuse rivolte ai sanitari, la somministrazione di un sedativo contro la bronchiolite, che sarebbe risultato troppo forte, per un periodo pari a due settimane. Dal nosocomio metelliano venne trasferita al Cardarelli, e furono proprio i medici di Napoli a darle il medicinale che non sarebbe stato adatto ad una bimba di quell’età. Arianna successivamente finì sulla sedia a rotelle e per la sua famiglia cominciò un vero e proprio calvario.

Da qui a una serie di richieste di aiuto indirizzate anche alla presidenza della Regione Campania.

Gli stessi genitori di Arianna – per tramite del loro legale, Mario Cicchetti – hanno scritto una lettera al Governatore Vincenzo De Luca che – a quanto pare – è rimasta priva di qualsivoglia riscontro.

Diversa, invece, la risposta dei cavesi che, venuti a conoscenza della delicata situazione, non hanno fatto mancare il proprio sostegno e la loro vicinanza ai coniugi Manzo. Ieri mattina in tanti si sono radunati intorno ai due genitori in protesta, insieme ad Arianna, davanti alla sede della Corte d’Appello di Salerno.

La storia di Arianna, come inevitabile che fosse, è balzata anche agli onori della cronaca nazionale e della vicenda si sono interessati i tg e il programma Mediaset “Le Iene” e ora i genitori della piccola attendono risposte concrete e soprattutto tempestive.

L’esigenza principale, oltre a garantire le cure, è quella di fornire alla ragazza una abitazione idonea alle sue esigenze e, soprattutto, priva di barriere architettoniche considerato che – contestualmente – da anni i genitori chiedono all’amministrazione del condominio in cui vivono l’installazione di servoscala.

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