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#Soteu Giovani, Brexit e Opportunità. Lo stato dell’Unione ai Raggi X dei parlamentari

Dopo il discorso di Juncker, è la volta dei capigruppo dei partiti politici presenti in Parlamento.

Weber (PPE): “E’ un Europa fatta di giovani che vogliono soluzioni”

Il leader del gruppo PPE Manfred Weber (DE), ha evidenziato che molti giovani europei che quest’estate hanno viaggiato attraverso l’Europa utilizzando il pass InterRail sono pro-EU. “Per la gioventù europea, Europa significa un futuro migliore” ha dichiarato. Ha aggiunto che “la Turchia rappresenta un partner importante, ma non potrebbe diventare un membro dell’UE a pieno titolo.” Ha quindi concluso ricordando che “la gente in Europa non desidera un’Europa divisa, esige soluzioni”.

Pittella (S&D). “Juncker finalmente ha capito, ma reagiamo alla Brexit”

Il leader del gruppo S&D Gianni Pittella (IT) ha innanzitutto ringraziato Juncker per le risposte positive alle proposte del suo gruppo su crescita sostenibile, piano di investimenti, posti di lavoro e lotta contro l’evasione fiscale. Il discorso di Juncker è stato “consapevole e responsabile”, ha proseguito, accogliendo la flessibilità e la mancanza di riferimenti all’austerità. Per quanto riguarda la Brexit ha sottolineato la necessità per l’UE di reagire, dopo che il Primo ministro britannico Theresa May ha tenuto l’Unione europea “in scacco” per i tre mesi.

Kamall (ECR). “Dobbiamo rispondere ai nuovi segnali: debiti e violenza hanno allontanato i cittadini”

Per il gruppo ECR, Syed Kamall (UK) ha dichiarato che “più Europa, più integrazione militare e più debiti” hanno separato i cittadini comunitari”. “Respingere le legittime preoccupazioni della gente, spingerà gli elettori verso forze politiche radicali”, ha previsto, suggerendo che “l’UE potrebbe fare di meno, ma meglio […] per rispondere ai nuovi segnali, varare riforme significative che ci aiutino a competere e fornire opportunità per i nostri cittadini nel mondo globalizzato”.

Verhofstadt (ALDE). “La Brexit può essere grande opportunità per l’Europa”

Il leader del gruppo ALDE Guy Verhofstadt (BE) ha dichiarato che vi è una spaccatura generazionale in Europa, con i più giovani in favore e i più anziani tra gli scettici. “I populisti predicano un falso senso di sicurezza, con muri e recinzioni come soluzione di tutti i problemi, ma come si fa a tenere fuori dal vostro Paese il cambiamento climatico o i terroristi? Con le recinzioni o con le politiche europee?” ha chiesto, aggiungendo che “l’Europa è la cura per il cancro del nazionalismo” e che la Brexit rappresenta un’opportunità per l’Europa.

Zimmer (GUE/NGL). “Questa Europa non è più credibile”

“Sono sempre i cittadini a essere gravati dai debiti”, ha dichiarato Gabriele Zimmer (GUE/NGL, DE). “Continuiamo a parlare di flessibilità e di posti di lavoro, ma come possono crederci i cittadini?” Ha chiesto, affermando poi che la priorità dovrebbe essere quella di garantire che i cittadini europei abbiano “posti di lavoro adeguati e luoghi adeguati per vivere”. Ha inoltre dichiarato che l’UE deve essere più democratica.

Harms (ALE). “Unione deve essere prevalente anche su clima e Trattato di Parigi”

Rebecca Harms (Verdi/ALE, DE) ha sottolineato che l’UE è una risposta ai tempi incerti della globalizzazione e ha chiesto nuove azioni che potrebbero dare ai cittadini “rinnovata fiducia in un nuovo percorso comune europeo”. Ha anche invocato un’Unione sul clima e una rapida ratifica dell’accordo sul clima di Parigi.

Farage (EFDD). “Aspettatevi altri referendum to leave Europe”

Il leader del gruppo EFDD, Nigel Farage (UK) ha ribadito di essere contento del voto del Regno Unito per l’uscita dall’UE. Ha poi predetto una rapida crescita dei partiti d’opposizione in Europa, affermando che “non potrete fermare i Paesi dell’Europa orientale che dicono no alla politica della Merkel sui rifugiati” e che ci potrebbero essere altri referendum in Europa.

Le Pen (ENF). “Juncker ha celebrato il funerale dell’Europa”

Per Marine Le Pen (ENF, FR) il discorso di Jean-Claude Juncker è stato “insipido e errato”, praticamente “un funerale dell’UE”. “La Brexit ha davvero sfatato un tabù, dimostrando che si può lasciare l’UE e venirne fuori meglio” ha aggiunto. Rispondendo ad una domanda, ha dichiarato che proporrà un referendum sulla “Frexit”, qualora fosse eletta Presidente della Francia nel 2017.

Dodd (indipendente)

Diane Dodds, deputato non iscritto del Regno Unito, spera che dopo la Brexit “l’UE e il Regno Unito possano definire e costruire nuove relazioni reciprocamente vantaggiose”.

 

Interventi dei deputati italiani

Laura Ferrara (EFDD) ha detto che “l’Europa di cui il Presidente Juncker ci ha parlato è distante dall’Europa attuale (…). Non garantisce crescita economica a tutti gli Stati membri”. Le lobby condizionano i processi decisionali, smantellano le conquiste dello Stato sociale, determinano povertà, accrescono diseguaglianze sociali e creano difficoltà al mercato del lavoro, ha concluso.

Matteo Salvini (ENF) ha parlato di “un’ennesima farsa, le ennesime parole al vento”, in riferimento al discorso di Juncker. Salvini ha poi detto che il problema non è il populismo, ma i 3.000 morti nel Mediterraneo e i 26 milioni di disoccupati. “Il vero problema per 500 milioni di europei è rappresentato dal terrorismo islamico che voi state finanziando e alimentando con le folli sanzioni contro la Russia, con l’accordo con la Turchia che in cambio non ci dà nulla”, ha detto.

Lorenzo Cesa (PPE), rivolgendosi a Juncker, ha dichiarato “le sue parole ci fanno intravedere una luce dopo una lunga crisi. Veniamo da un no secco all’UE da parte di un grande Stato da cui ci aspettiamo e chiediamo responsabilità”. Cesa ha poi chiesto alla Commissione e al Consiglio “un salto di qualità su quattro priorità: sicurezza, immigrazione, lotta alla disoccupazione soprattutto quella giovanile e tutela del risparmio”.

Patrizia Toia (S&D) ha detto che dalle scelte che saranno effettuate in questo preciso momento storico, si capirà “se l’Europa avrà saputo rinascere o avrà imboccato l’inesorabile via della dissoluzione”. Ha poi sottolineato che ci sono due priorità che l’UE deve affrontare: una maggiore equità fiscale e l’equità sociale, attraverso il sussidio UE per i disoccupati proposto dal ministro Padoan. “Facciamo diventare questa proposta una nuova stella della politica europea”, ha concluso.

Replica del Presidente della Commissione

 Il Presidente della Commissione Juncker, rispondendo ai deputati, ha spiegato che sono in corso intensi negoziati con la Turchia sulla liberalizzazione dei visti, ma che tutte le condizioni devono essere soddisfatte prima che diventi realtà. La legislazione sul terrorismo, per esempio, deve essere cambiate. Per quanto riguarda il pilastro sociale, la Commissione sta attualmente preparando una consultazione pubblica.

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