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Gazzaniga, provincia di Bergamo, come si vive la quarantena

Gazzaniga, l’attesa a casa per l’emergenza coronavirus, a raccontarci le sue giornate Francesco Salese

Gazzaniga, provincia di Bergamo. Anche qui si aspetta la fine dell’emergenza. Così ci racconta Francesco Salese, campano, residente ora in Lombardia insieme alla sua famiglia, la moglie Liana e i suoi bambini.

Raggiunti al telefono in un pomeriggio di sole mentre trascorrono un poco del loro tempo in giardino. Un auricolare per Francesco e un altro per Maria Vittoria, bimba di 5 anni, che chiede con insistenza al papà cosa sia un’intervista.

Francesco, come state vivendo questo periodo?
Come il resto d’Italia. Abbiamo timore e paura.

Qualche settimana fa abbiamo intervistato un altro campano residente a Villa Serio, com’è la situazione a Gazzaniga?

Lì è l’epicentro dei contagi, qui la situazione sotto certi aspetti è migliore, ma anche noi abbiamo avuto moltissimi morti e contagiati.

Come vi siete organizzati in famiglia con due bambini piccoli?

Ai bambini manca molto la scuola. Per ora esco solo io per fare la spesa. L’ultima volta che sono uscito a piedi per il paese, oltre 15 giorni fa, per andare in farmacia, mi sono fermato a leggere i manifestini funebri. Ho contato 12 morti in 2 giorni. Dati che fanno paura per una provincia come questa con una popolazione di anziani longeva.

Quando è iniziata l’emergenza da voi?
Subito dopo le festività del Carnevale. Le scuole non hanno più riaperto e piano piano le attività lavorative si sono fermate. La prova è la superstrada della Valle Seriana, di solito iper trafficata. Ora si incontrano solo furgoni, camion e ovviamente ambulanze. Mai visto questa strada così libera.

Come passano le giornate?

In casa, lavoro in smart working e una volta a settimana raggiungo il posto di lavoro. Per molti giorni abbiamo sentito incessantemente le sirene delle ambulanze sull’autostrada suonare, di continuo, notte e giorno. Ora le vediamo solo sfrecciare non essendoci più traffico. E poi le campane a morto anche quelle sono diventate, purtroppo, un suono familiare.

Cosa farete subito dopo la quarantena?

Quando la quarantena sarà finita torneremo gradualmente alla quotidianità di prima. Tante cose non si potranno fare ancora per mesi però. Sarà una “normalità con la mascherina” e la Lombardia ci arriverà per ultima. Se potessi, la prima cosa sarebbe passare almeno una decina di giorni nel mio paese natio, Montoro. L’estate non è lontanissima e arriverà anche il giorno in cui potremo salire tutta la famiglia in auto all’alba con direzione sud; cosa fatta tante volte, ma questa volta con un retrogusto speciale.

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