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“Futili e privi di fondamento”, dal Convento francescano la risposta al polverone sollevato da fra Gigino

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Cava de’ Tirreni. “Futili e privi di fondamento”, dal Convento francescano la risposta al polverone sollevato da fra Luigi Petrone.

La statua della Vergine Maria restituita al Convento di San Francesco e Sant’Antonio

“Futili e privi di fondamento”, con queste parole l’attuale gestione del Convento di San Francesco e Sant’Antonio guidata da fra Pietro Isacco ha definito gli attacchi arrivati da fra Luigi Petrone alla luce della rimozione disposta dall’autorità giudiziaria della statua della Vergine Maria dalla nicchia della Congrega e del successivo trasferimento della stessa presso il Convento francescano cavese.

Una controversia tra frati passata in sordina finora e che rischia di sfociare, adesso, in una vera e propria causa civile che vede protagonisti volti noti come l’ex rettore del convento, fra Luigi Petrone appunto, il suo fedelissimo avvocato Alfonso Senatore e l’attuale gestione del Convento cavese.
La statua della Vergine era stata commissionata e pagata dalla Venerabile Confraternita che nel 2014 aveva sede proprio nei locali del Santuario di San Francesco e Sant’Antonio. Trasferitosi poi padre Luigi Petrone lo scorso anno, anche la congrega cercò diversa ospitalità trasferendosi nell’attuale sede di via della Repubblica, presso la cappella di Santa Maria degli Angeli e portando con sé la scultura della Vergine.
I francescani, a quel punto, hanno reclamato la statua e a quanto pare l’autorità giudiziaria ha accolto il loro appello disponendo la rimozione e la riconsegna della Madonna al Santuario di San Francesco e Sant’Antonio. Da qui all’invettiva di fra Gigino che, dopo essersi scusato con il Priore e l’amministrazione della Venerabile Confraternita, ha annunciato che provvederà egli stesso a commissionare la realizzazione di una statua nuova e più bella.

Lapidaria la risposta arrivata ieri dai vertici del santuario francescano, impegnati in questi giorni con i festeggiamenti civili e religioni in onore del Santo. «Non abbiamo nulla da replicare a tutto ciò – è stato il commento –, si tratta di attaccati inutili e senza fondamento».

Dal canto suo fra Gigino ha annunciato che, in segno di protesta, prenderà le distanze dalla Chiesa concedendosi un periodo di riflessione di almeno due settimane prima di prendere una decisione definitiva. Che la vicenda possa proseguire per vie legali non è ancora chiaro. Lo stesso Petrone aveva lasciato intendere, nel suo commento, di voler evitare il confronto in tribunale bollandolo come una perdita di tempo e di risorse, eppure nella giornata di ieri il suo avvocato di fiducia, Alfonso Senatore, ha annunciato di essere pronto a sostenere ancora una volta le sue battaglie.

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