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Fuoco incrociato sull’ospedale cavese. Servalli contro Lombardo; Cirielli interroga la Lorenzin

Mancano i ferri chirurgici? Servalli accusa il primario, Cirielli chiede un’ispezione.

Ha scatenato un vero e proprio putiferio il comunicato a firma dei consiglieri cavesi di Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale. «All’ospedale di Cava de’ Tirreni mancano da anni i ferri chirurgici per la sala operatoria» avevano denuciato Clelia Ferrara e Renato Aliberti. Non erano tardate ad arrivare le precisazioni del sindacalista della CISL, Gaetano Biondino. «Gli interventi li fanno con i ferri e non con l’immaginazione della gente».

Dopo il botta e risposta, è di oggi l’intervento del sindaco Servalli sulla questione mentre: «L’Azienda faccia chiarezza». Intanto Fratelli d’Italia ritorna sull’argomento e l’onorevole Edmondo Cirielli interroga il ministro Lorenzin: «Disponga un’ispezione».

Il sindaco Servalli, in particolare, punta il dito contro il primario di chirurgia e chiede all’Azienda Sanitaria provvediamenti.

«Il dott. Lombardo, primario di chirurgia – afferma il Sindaco Servalli – era stato accolto dai cavesi e dalla nostra stessa Amministrazione, con fiducia e con la speranza di un miglioramento della nostra chirurgia, nel solco di una grande tradizione proveniente dalla scuola del prof. Infranzi. Si è ben presto rilevato una cocente delusione assestando colpi mortali alla credibilità del nostro presidio e della stessa Azienda universitaria”.

“Chiedo alla direzione sanitaria – scrive il Sindaco cavese – ai vertici dell’Azienda e dell’Università, di fermare questo continuo stillicidio di polemiche, di verificare il corretto funzionamento della chirurgia e assumere tutti i provvedimenti affinché il reparto sia affidato a professionisti che producano risultati e siano indicati per meriti e non mi sembra che oggi ciò accada».

Cirielli (FDI): «In Campania mancano i ferri chirurgici. Lorenzin disponga ispezione. Pronta un’interrogazione parlamentare»

«Nelle prossime ore depositerò un’interrogazione parlamentare per chiedere al ministro della Salute Beatrice Lorenzin di intervenire sull’ennesimo caso di malasanità in Campania che ha visto protagonista la facoltà di chirurgia dell’azienda universitaria di Salerno Ruggi d’Aragona dove al presidio di Cava dè Tirreni mancano da due anni i ferri operatori ”. E’ quanto ha annunciato pochi minuti fa, in una nota, il deputato salernitano di Fratelli di Italia, Edmondo Cirielli.

“Da oltre due anni – sottolinea Cirielli – i medici dell’azienda universitaria denunciano l’esigenza del cambio di ferri vetusti. Un disagio – aggiunge il parlamentare salernitano – dovuto al mancato perfezionamento dopo ben due anni dell’iter di gara per la sostituzione dei ferri a cui i medici sono costretti a sopperire utilizzando i ferri personali. Questo episodio – spiega l’esponente di Fdi – certifica il disastro della sanità in Campania”.

“E’ chiaro – conclude Cirielli come il tanto sbandierato cambiamento annunciato dal governatore della Campania Vincenzo De Luca sia solo un bluff. E’ necessario intervenire sia sul piano nazionale, auspicando da parte del ministro Lorenzin l’invio di ispettori, che sul livello locale, attesa un’incapacità ma festa, anche attraverso la revoca dell’incarico al direttore generale dell’azienda universitaria Nicola Cantone».

Che fine hanno fatto i ferri? Biondino fa luce sulla questione.

Sulla questione della mancanza dei ferri chirigici ha fatto chiarezza il sindacalista della CISL Gaetano Biondino con un post condiviso sulla sua pagina facebook.

«La verità dei fatti – spiega Biondino – è che i ferri sono sempre gli stessi e me ne sono accertato di persona, quindi non mancano né sono stati rubati, gli interventi li fanno con i ferri e non con l’immaginazione della gente, soltanto che prima, cioè per i chirurghi che sono andati in pensione erano sufficienti, mentre con la venuta del nuovo Primario Universitario (forse attua tecniche diverse, anche a scopo didattico) non bastano. Saranno gli organi super partes a verificare quanto detto, non certamente io o tanti di voi. La realtà è che si continua a gettare fango su un ospedale che ci era invidiato da tutti».

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