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Dopo le fiamme il rischio idrogeologico. Il Comune corre ai ripari

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Cava de’ Tirreni. Non meno di sei milioni di euro, sono quelli che serviranno per mettere a punto gli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico sull’intero territorio cittadino e nei punti interessati dai roghi che hanno messo in ginocchio le montagne cittadine nelle ultime settimane.

Nell’attesa di segnali positivi da parte della Regione Campania dopo l’appello fatto dal sindaco Vincenzo Servalli nelle scorse ore, toccherà – a questo punto – mettere mano non solo al piano della Protezione civile, ma anche al programma triennale delle opere pubbliche (dove erano già previsti interventi di mitigazione, ma la cui priorità era slittata di qualche anno alla luce dei dati positivi emersi dal censimento sulla popolazione a rischio) e ai progetti candidati ai fondi regionali di rotazione (proprio la Regione Campania, qualche settimana fa, non aveva ammesso a finanziamento un preciso programma di riduzione del rischio idrogeologico).

È proprio dal programma triennale delle opere pubbliche che emerge una previsione di quanto l’amministrazione dovrebbe investire per gli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico, fattisi più urgenti alla luce dell’emergenza incendi che continua a devastare le montagne della valle metelliana e che ha già ridotto in cenere circa trenta ettari di vegetazione rendendo il territorio arido e facilmente franabile, soprattutto in vista delle copiose piogge che dovrebbero arrivare con la fine della stagione estiva.

Gli interventi già previsti e che – qualora finanziati – dovrebbero essere effettuati tra il 2018 e il 2019 riguardano la sistemazione idrogeologica dei versanti a rischio alle frazione Alessia e Marini (2 milioni di euro); la mitigazione del rischio in ambito bacino destra Sele (2 milioni di euro) e bacino Sarno (2 milioni di euro); mitigazione del rischio idrogeologico in località Santi Quaranta (550 mila euro).

Ma la previsione di 6 milioni di euro resta, al momento, solo parziale considerato che il programma dovrà essere integrato con le zone messe in ginocchio dagli incendi e nelle quali, a un primo sommario censimento, è aumentato notevolmente il numero delle persone che risiedono in zone potenzialmente pericoloso e, prima degli incendi, non contemplate nel piano di mitigazione del rischio idrogeologico.

Stando a quanto fatto sapere dal comandante della Protezione Civile, Giuseppe Ferrara, infatti sono almeno 25 i nuclei familiari nella zona di Monte Caruso e Sant’Anna, al di sotto del Parco Diecimare dove oltre un mese fa si svilupparono i primi incendi; 11 le famiglie invece di Passiano, zona Contrapone e, infine, circa 40 quelle della frazione di San Martino.

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Giuseppe Ferrara

Giuseppe Ferrara

1 Commento

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  • Interventi urgenti (secondo statistiche) sono anche quelli di pulizia delle caditoie e delle fogne direzione ovest/est e dei valloni consortili (di Bonifica integrale) discendenti mediocollinari/pianura. Di ciò vi è già richiesta ufficiale protocollata.
    Luciano d’ Amato

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