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Festa di Montecastello: “Cavesi, sosteniamo l’Ente in questo momento di difficoltà”

Festeggiamenti in onore del Santissimo Sacramento, work in progress.

Cava de’ Tirreni. Il presidente dell’Ente Monte Castello, Mario Sparano ha confermato che non c’è ancora un programma definitivo, soprattutto per quanto riguarda i tanto attesi fuochi d’artificio dal monte Sant’Adiutore, ma i festeggiamenti in onore del SS Sacramento non mancheranno.

La conferma questa mattina nel corso della conferenza stampa tenuta presso il Palazzo Vescovile, insieme al sindaco Vincenzo Servalli, al Vicario generale della Curia Vescovile, mons. Osvaldo Masullo, e all’Assessore alla Cultura, Armando Lamberti.

“La festa di Monte Castello si farà – afferma il Presidente – sono due anni purtroppo che a causa della pandemia siamo costretti a limitare molto i festeggiamenti per quanto riguarda le funzioni religiose e la plurisecolare processione eucaristica che anche quest’anno non si terrà, e per il programma civile. Ma quella che veramente deve essere sostenuta è soprattutto la fede e la tradizione di quella che è, e resta, la festa più importante dei cavesi. I tempi cambiano, l’Ente non ha più la possibilità di organizzare la famosa questua come un tempo, ma come sempre ci reggiamo esclusivamente sul sostegno dei cavesi e dell’Amministrazione comunale. C’è bisogno però di rinnovare e tramandare lo spirito che anima la festa affinché prevalga contro lo stesso scorrere del tempo”.

La “dissaffezione dei cavesi”

E il Presidente non si è fatto mancare neanche quest’anno una bacchettata ai “disaffezionati” cavesi: “Servono 14 mila euro per ripianare i debiti dello scorso anno e ulteriori 18 mila euro per garantire i festeggiamenti di quest’edizione. Spero vivamente che quest’anno i cavesi dimostrino maggiore affezione ai festeggiamenti rispetto al passato. Non mi spiego come prima dell’euro con la questua riuscivamo a raccogliere anche 60 milioni di vecchie lire mentre lo scorso anno nella giara per la raccolta c’erano appena 800 euro. Quest’anno non solo abbiamo aperto un conto dedicato e reso noto il codice iban, ma abbiamo posizionato anche 77 salvadanai per incentivare e favorire la raccolta di fondi».

A chiarire, invece, i termini del contributo comunale è stato il sindaco Vincenzo Servalli.

“Abbiamo fatto un’operazione borderline per dare la certezza che il Comune faccia la sua parte – ha detto Servalli –. Riduciamo la festa all’essenziale anche per restituirgli il suo senso più profondo. L’unica incognita restano i fuochi. Ma questo dipende dagli organi preposti e dalle loro disposizioni in materia di pubblica sicurezza”

“Questi festeggiamenti – ha spiegato il primo cittadino – sono inseriti nello Statuto comunale, sono la nostra festa, e l’Amministrazione ha il dovere di sostenere. Abbiamo però come tutti i cinquemila comuni italiani difficoltà enormi di bilancio, con milioni di euro in meno di entrate e quindi non siamo in condizione di poter prevedere il contributo economico che meriterebbe la nostra festa. Per questo chiedo ai cavesi di dare una mano al Comitato di Montecastello in questo momento di difficoltà”.

Ostensorio, l’accensione il 4 giugno

Intanto, stamattina è iniziato il montaggio del grande Ostensorio luminoso sul Castello di Sant’Adiutore, che sarà acceso il 4 giugno, per il quale ha contribuito con una sostanziosa donazione il Presidente dell’Accademia musicale S. Cecilia, Biagio Napolano. 

Il programma dei festeggiamenti della 365esima edizione

Il programma tiene conto delle norme in vigore anti contagio Covid, e al momento, prevede per mercoledì  9 giugno, in collaborazione con il CSI Cava, la staffetta della “Fiaccola della Fede” con partenza alle ore 20 da dal castello fino al sagrato della Cattedrale e l’accensione del grande braciere.

Si prosegue giovedì 10 giugno, ottava del Corpus Domini, come da tradizione, in mattinata si terrà la Santa Messa sul castello all’ombra dell’Ostensorio, officiata da S.E. l’Arcivescovo Orazio Soricelli, mentre alle ore 12 è stato consentito lo sparo della “batteria di fuoco” da parte di una rappresentanza di ogni singolo casale ed associazione dei trombonieri, dal monte Sant’Adiutore; alle ore 21, invece, dopo l’Adorazione Eucaristica nella cappella del castello, dalla terrazza superiore sarà impartita, per la 365ª volta, la Solenne Benedizione alla Città, così come fece don Angelo Franco, il parroco dell’Annunziata, nel 1656, per implorare al Signore la fine della tremenda pestilenza che decimò la popolazione cavese.

Leggi anche: Festa di Monte Castello: la conclusione con la Benedizione alla Città

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