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Ex Di Mauro, sollecitata la chiusura di tutti gli accessi

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Solleciti e provvedimenti da Palazzo di Città per mettere un freno al problema dell’occupazione illecita e degli schiamazzi (che spesso sono sfociati in vere e proprie risse) all’interno dei locali dell’ex Arti Grafiche Di Mauro di via XXV Luglio.

Le segnalazioni dei residenti della zona ormai non si contano più e così – dopo l’ennesimo episodio di urla e rumore preoccupanti venuti dal fabbricato – dal Comune ci si è mossi per venire a capo del problema.

Il consigliere comunale di maggioranza con delega alla sicurezza, Enrico Farano, ha infatti provveduto a disporre ed effettuare – all’interno di un più ampio e mirato giro di perlustrazione in varie zone del centro insieme a una pattuglia della Polizia Locale – un sopralluogo dell’area esterna dell’ex “Di Mauro” per individuare tutte le possibili via d’accesso utilizzati da vandali e vagabondi. Contestualmente, dagli uffici del Comando di Polizia Locale, è partito un messaggio di posta certificata all’attenzione di Raffaele Siciliano, curatore fallimentare della proprietà che faceva capo alle ex Arti Grafiche Di Mauro, coinvolta anni fa nel crac dell’impero finanziario della società immobiliare “Trade Real Estate” dell’imprenditore Antonio Della Monica. Oggetto della pec? Un sollecito per l’urgente interdizione di tutti gli accessi alla struttura.

Incidenti e schiamazzi notturni

Un primo passo questo (per quanto preliminare a un’attesa azione di risoluzione concreta) che arriva in risposta alle segnalazioni di quanti residenti della zona ciclicamente, negli ultimi anni, si sono rivolti agli organi preposti perché preoccupati di come l’ex opificio sia diventato “ricovero illecito” per senza tetto ed extracomunitari. Circostanze che proprio di recente sono tornate a far sentire il proprio peso dopo gli schiamazzi notturni che il mese scorso avevano preoccupato i cittadini (senza dimenticare che due anni fa i locali furono oggetto di un incendio dovuto a una cicca di sigaretta spenta male mentre, nell’agosto del 2015, un extracomunitario venne portato d’urgenza al pronto soccorso perché rinvenuto in stato di coma etilico).

Lo stato di abbandono della struttura

E’ noto, poi, che gli spazi abbandonati dell’ex opificio versano oggi in condizioni di totale abbandono e degrado. Basta affacciarsi tra le sbarre del cancello principale per rendersi conto che – quello che un tempo era il cortile al centro della struttura – è diventata oggi una vera e propria giunga di sterpaglie, erba alta, edera e (se la stagione lo permette) anche qualche mandarino dalla dubbia commestibilità (vedi foto). Inevitabile quindi il proliferare di topi, serpenti e insetti vari che – nella migliore delle ipotesi – si limitano a rimanere nascosti nell’erba concedendosi fugaci uscite all’esterno del cancello. La vegetazione, intanto, ha invaso anche i locali al pianterreno già pesantemente compromessi dalla mancata manutenzione e da atti di vandalismo sempre più frequenti.

 

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