Attualità Salute

Lapidi ed epitaffi per la campagna shock dell’Ordine dei Medici

Ordine dei Medici

Campagna shock ‘Una bufala ci seppellirà?’ lanciata dalla Fnomceo, per combattere le bufale in tema di salute. I manifesti saranno affissi in varie città a partire dal 14 maggio

“Non mi hanno vaccinato per paura dell’autismo”, “Avevo acquistato sul web un farmaco miracoloso”, “Ho curato il cancro con il bicarbonato di sodio”. Sono alcuni degli epitaffi che, sovrastati da una croce, campeggiano su altrettante lapidi nella campagna shock ‘Una bufala ci seppellirà?’ lanciata dalla Fnomceo, la federazione nazionale che riunisce gli ordini dei medici, per combattere le bufale in tema di salute, soprattutto quelle che si diffondono tramite la rete. La Federazione nazionale promuove la campagna di sensibilizzazione per restituire al medico il ruolo centrale nel rapporto con il paziente rispetto al tema salute. La campagna, che sarà presentata il 10 maggio a Roma, presso la sede Fnomceo, intende sensibilizzare l’opinione pubblica e combattere il fenomeno della diffusione delle fake news sulla salute tramite la rete. Un fenomeno preoccupante e in crescita, che mette a repentaglio la salute dei cittadini. “Diffidate delle bufale sul web. Chiedete sempre al medico”, è l’invito che campeggia sui poster 6 metri per 3 e sugli annunci stampa ideati dalla Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici. Sono già più di trenta gli Ordini che hanno aderito. “Abbiamo scelto una campagna shock perché vogliamo far comprendere i pericoli spesso sottovalutati cui il cittadino va incontro nel momento in cui si affida a fonti non autorevoli per decidere della propria salute – spiega Filippo Anelli, Presidente Fnomceo -. Gli Ordini dei medici sono garanti della Salute pubblica come bene per tutta la società, ed hanno quindi il dovere di intervenire per informare e sensibilizzare i cittadini rispetto ad atteggiamenti che ne minano il benessere”. “Serve – conclude Anelli – una sterzata decisa per riportare il diritto alla salute dei cittadini nelle mani di chi può tutelarlo al meglio, nelle mani dei medici”. Secondo la Ricerca Censis Assosalute 2017 sono infatti 15 milioni gli italiani che, in caso di piccoli disturbi, cercano informazioni sul web. Un atteggiamento pericoloso che è sempre più diffuso tra i giovani: il 36,9% dei millennials usa autonomamente il web per trovare informazioni su come curare i piccoli disturbi. Sarà proprio il direttore del Censis, Massimiliano Valerii, ad aprire la conferenza stampa con i dati più aggiornati sugli italiani, internet e la salute.

Online da febbraio il sito dottoremaeveroche

“Il web non è però solo foriero di cattiva informazione – spiega il responsabile dell’Area Strategica della Comunicazione Fnomceo, Cosimo Nume -. È un nuovo strumento che può diventare fonte di empowerment per il paziente e leva di dialogo con il suo medico. Per questo la Fnomceo ha fortemente voluto il sito dottoremaeveroche, per mettere a disposizione dei cittadini informazioni di salute fondate sulle migliori evidenze scientifiche”.

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