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Emergenza Covid a Cava. Unanime l’appello delle dirigenti: «Le scuole restino chiuse»

Dall’Unità di Crisi le difficoltà del mondo della scuola a garantire le attività didattiche.

Hanno preso parte anche le dirigenti degli istituti scolastici cittadini alla riunione dell’Unità di Crisi, ancora in corso in modalità telematica. La situazione delineata dal sindaco Servalli con l’aumento dei contagi in città e la difficoltà nel processare i tamponi non ha tranquillizzato le dirigenti che hanno manifestato tutte le loro perplessità.

Alla videoconferenza hanno preso parte le dirigenti Filomena Adinolfi, Franca Masi, Ester Senatore, Maria Alfano, Stefania Lombardi, Raffaelina Trapanese, Gabriella Liberti, Ermelinda Rocciolo e Mariarosaria Napoliello.

A farsi portavoce delle effettive difficoltà riscontrate nella gestione dell’emergenza sanitaria tra i banchi delle aule è stata la dirigente dell’Istituto Comprensivo “Carducci Trezza”, Filomena Adinolfi.

«Oggi la situazione della scuola è questa – ha spiegato Filomena Adinolfi – continue comunicazioni informali di sospetti Covid o casi conclamati, una segreteria scolastica riconvertita a fare tracciamenti e fare telefonate alle famiglie per avviare quarantene fiduciarie, personale assente e impossibilità di assicurare la vigilanza sulle classi presenti in istituto».

Criticità per il ritardo dei tamponi e degli esiti

«Aggiungo che i ritardi estremi nei tamponi e nella comunicazione degli esiti degli stessi, ingenera enormi problemi in quanto il personale e gli alunni che dovrebbero essere posti in quarantena da subito, invece continuano a venire a scuola. È il caso di una docente della scuola dell’infanzia in questi giorni. La docente è sicuramente positiva, ma non ha ricevuto il tampone. Intanto i bambini del plesso dell’infanzia e il personale continuano a venire a scuola e nulla si può fare per evitarlo».

Così ora le dirigenti chiedono direttive univoche che possano sostenerle in questa situazione e l’appello è unanime: «La nostra volontà era di ripotare gli alunni a scuola e siamo frustrati e dopo tante energie profuse oggi ci troviamo di fronte a effettive difficoltà. La scuola non può riaprire.».

«La nostra non è una posizione presa con leggerezza. – conclude – Noi viviamo sul campo, quotidianamente le difficoltà per garantire la salute dei bambini e del personale. Nel corso della videoconferenza di questa mattina, poi, l’intervento dei medici e dei virologi che hanno partecipato hanno corroborato la nostra posizione, illustrando l’attuale critica situazione sanitaria nella quale ci troviamo.».

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