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Elezioni amministrative Nocera Inferiore: intervista al candidato sindaco Alfonso Schiavo

Elezioni

In vista delle prossime elezioni amministrative, che vedranno protagonista Nocera Inferiore, siamo andati ad ascoltare il candidato sindaco Alfonso Schiavo rivolgendogli qualche domanda.

La città di Nocera Inferiore, è entrata a pieno regime nel periodo di campagna elettore, in vista delle prossime elezioni amministrative dell’11 giugno. A rispondere alle nostre domande il candidato sindaco Alfonso Schiavo, sostenuto da Sinistra Italiana, Sinistra Nocerina, dal collettivo L’Altra Nocera e da gruppi di attivisti per il sociale.

Dall’esperienza con la giunta Romano sino al progetto che l’ha portato a candidarsi come Primo cittadino. Cosa l’ha spinto a tale scelta?

L’idea di mettere a disposizione di questa città è di mettere a disposizione tutto il mio bagaglio culturale e professionale. E’ necessario trasformare questa Città in una Città del futuro. Bisogna fuoriuscire dal pantano in cui siamo finiti e dove noi spesso ci autolimitiamo. Voglio proporre ai cittadini innanzitutto la possibilità di ripristinare le reti sociali.

Ogni amministrazione da sempre pone priorità, all’interno del suo progetto, ad un settore. Su cosa punta il suo programma elettorale?

Io penso che l’università, la scuola, la formazione, la solidarietà siano gli elementi fondamentali. Noi vogliamo dare, partendo proprio dalla formazione, cercando di poter portare qui delle scuole titolate che diano un titolo valido. Quindi partendo da scuole e università, elementi di prim’ordine al fine di poter garantire una buona e completa formazione. In questo inserisco anche la solidarietà perché ovviamene troveremo fondi per fare in modo che anche chi è meno abbiente possa qualificarsi e possa avere un’aspettativa nella vita diversa da quella che attualmente si prefigura.

Per quanto riguarda la scuola, cosa molto importante è la riorganizzazione sul territorio della rete scolastica. Nella mia visione di città entra in gioco quello che si chiama walking bus, cioè la possibilità di portare a scuola i ragazzi a piedi per due motivi. Innanzitutto togliere le auto dalle strade, e in secondo, ridurre quella che in Campania è una piaga, l’obesità infantile e l’amministratore deve tenere ben presente questi motivi, importanti per la vita del cittadino. Il walking bus sarà possibile coinvolgendo la Protezione Civile, favorendo dei percorsi protetti per le strade e fornendo la possibilità di zone, assembramento dalle periferie verso il centro dei ragazzi, finalmente arrivando a quella condizione civile che in città non sarà necessario prendere la propria auto privata  per accompagnare il proprio figlio a scuola 

Avendo affrontato la questione viabilità, problematica ben nota in città, tante sono le difficoltà che le precedenti amministrazioni hanno incontrato, come ad esempio la periferia. Secondo lei quali sono le problematiche che dovranno essere affrontate e limitate?

Dobbiamo partire dall’assunto che noi stiamo cercando di porci degli obiettivi possibili e non degli obiettivi ottimali. Abbiamo due grossi problemi: il primo è quello dell’uso improprio dell’auto privata; secondo è quello riguardante  l’uscita autostradale, unica per tre paesi. In riferimento al primo problema, ci rendiamo conto che esistono le periferie e che per collegarle al centro occorrerà trovare un mezzo. Bisogna studiare o la possibilità di allestire un servizio di mini bus, almeno dalle 08:00 alle 20:00, che colleghi centro e periferia o studiare altre alternative. Per quanto riguarda la problematica autostrada. In passato erano state promesse delle condizioni che avrebbero migliorato la viabilità cittadina, ma non abbiamo visto. Sicuramente dobbiamo pretendere che l’autostrada apra i due caselli, uno per Pagani e uno per Nocera Superiore, alleviando la viabilità. Per quanto riguarda le periferie, purtroppo sono state lasciate alla loro naturale evoluzione e l’amministrazione deve apportare la dovuta attenzione. Pensiamo di poterle collegare con la stessa ferrovia. Se noi pensiamo la stazione di Codola, di Piedimonte e immaginiamo un’ ulteriore fermata verso via Isaia Gabola: otterremo una metropolitana leggera che metterà in comunicazione una parte della città che ora sembra distantissima. 

Per quanto riguarda l’ambito commerciale, il suo programma prevede dei progetti volti a garantire dei miglioramenti, visti anche dei minimi segnali di ripresa?

Prevedo innanzitutto un colloquio continuo con le realtà che esistono sul territorio. Ogni settore ha il suo problema e ogni punto di Nocera ha un suo problema. Solo dialogando con chi vive il quartiere, per chi ci abita o per chi lì ha la propria attività commerciale potremo risolvere i problemi. Bisogna andare sul posto e rendersi conto di quali sono le esigenze. Questo attraverso la nomina di un assessore al commercio che sia capace, politicamente, di stabilire relazioni positive con tutti. Bisogna rivedere il piano del commercio. Parlare però di piano del commercio, senza aver interloquito con i commercianti e i cittadini, penso che sia assolutamente velleitario. Piano di commercio vuol dire anche rivedere il piano delle ZTL che ha causato effetti devastanti nella percezione dei commercianti. Ecco perché colloquiare con chi vive il territorio. Ovviamente non bisogna dimenticare le grandi aree industriali (Fosso Imperatore e Casarzano).

Nocera è ricca di siti storici dove pullula la cultura e, valorizzandoli al meglio, possono aumentare il prestigio cittadino nonché il virtuosismo per l’amministrazione. Lei cosa pensa?

La mia Città deve avere un filo conduttore che parte dal Parco dei Monti Lattari e va riorganizzato. Anche lì è una periferia di persone, lì bisogna ricostruire una rete sociale perché noi dobbiamo fare in modo che quei prodotti vengano utilizzati a km zero dai nocerini. Allora dobbiamo mettere insieme, dal parco dei Monti Lattari, questa strada ideale che va per via Origlia, a piazza D’Amora, piazza Diaz, trovando il congiungimento con la villa comunale. La villa comunale va collegata con un ponte aereo in legno con via Rea e con la Caserma Tofano che deve essere riaperta abbattendo quel muro di cemento e rendendo aperta all’uso di tutti la Piazza Grande, la piazza grande di Nocera Inferiore. Possiamo portare all’interno della Caserma Tofano anche dei distaccamente di Università, ad esempio. Bisogna consegnare la villa comunale ai cittadini, che ahimè è ancora chiusa. E infine dare risalto e valore al castello del Parco Fienga. Aprire, quindi tutte le strutture, in modo che i nocerini possano arricchire il proprio bagaglio culturale e attirare anche altre utenze. Turismo compreso.

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