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Elezioni 2018, al voto 580mila diciottenni. Ecco come si vota

Chiamati al rinnovo del Parlamento italiano quasi 47 milioni di elettori. Si vota nella sola giornata di domenica 4 marzo. Seggi aperti dalle 07:00 alle 23:00. Lo scrutinio inizierà immediatamente dopo la chiusura dei seggi.

Sono 46’604’925 gli elettori (48,13% uomini e 51,87% donne) che dovranno votare i propri rappresentanti per la Camera dei Deputati. 42’871’428 (47,84% uomini e 52,16% donne) invece gli elettori, con più di 25 anni, che potranno anche votare il proprio rappresentante per il nuovo Senato della Repubblica.
Le operazioni preliminari al voto inizieranno, dalla mattinata di sabato 3 marzo. Nei 7’958 Comuni italiani saranno infatti allestite le 61’552 sezioni utili al voto.

Al voto per eleggere 630 Deputati e 315 Senatori. La carica dei 3’000.

Camera dei Deputati. Sono 2’512 i candidati ai collegi uninominali (1’440 uomini e 1’072 donne), ovviamente di più 3’575 per i collegi plurinominali (1’869 uomini e 1’706 donne). Senato della Repubblica. Sono 1’262 i candidati ai collegi uninominali (696 uomini e 566 donne). 1’912 gli elegibili al Senato per i collegi plurinominali (996 uomini e 916 donne).

A regolare il voto è la legge 165/2017, cosiddetta “Rosatellum” che ha così ripartito l’assegnazione dei seggi.

  • Camera dei Deputati. 232 seggi nei collegi uninominali (con metodo maggioritario), 386 seggi nei collegi plurinominali (con metodo proporzionale), 12 seggi nella circoscrizione Estero (con metodo proporzionale).
  • Senato della Repubblica. 116 seggi nei collegi uninominali (con metodo maggioritario), 193 seggi nei collegi plurinominali (con metodo proporzionale), 6 seggi nella circoscrizione Estero (con metodo proporzionale).

In questo modo, risulteranno eletti col sistema maggioritario (collegi uninominali) il 36% dei candidati, il restante con il proporzionale.

Soglie di sbarramento

Le liste singole che ottengono almeno il 3% dei voti validi a livello nazionale. Le coalizioni di liste che ottengono sul piano nazionale almeno il 10% dei voti validi e che contengono una lista (infra-coalizione) che ha ottenuto almeno il 3% dei voti, ovvero, per il Senato, una lista collegata che abbia raggiunto almeno il 20% a livello regionale.

Qualche curiosità. Moncenisio il comune più piccolo, Roma il più grande.

Sia per la Camera che per il Senato, è Moncenisio, in provincia di Torino, il comune con il più piccolo numero di elettori: 13 uomini e 14 donne. Di questi un solo under 25 che potrà votare solo alla Camera. Al piccolo comune piemontese si contrappone quello di Roma. Circa 2 milioni i capitolini chiamati al voto (46% di uomini e 53% donne).

Al voto per la prima volta 580 mila cittadini

Poco più di 580 mila (51% uomini e 49% donne) è il numero di cittadini che andranno a votare per la prima volta. Anche qui, Roma ha il primato con il più alto numero di “diciotenni” al voto (25’871).

Flessione del corpo elettoral. Nel 2013 gli aventi diritto erano 47 milioni.

Facendo un passo indietro, torniamo a cinque anni fa. Nel 2013, si votò il 24 e 25 febbraio, furono poco più di 35 milioni gli elettori votanti (75,20% rispetto agli aventi diritto ovvero 47 milioni).

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