Settembre 26, 2022

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È morto il giornalista italiano Pietro Cittati

La giuria del premio di dicembre si pone dopo aver assegnato il premio 2001 a Chloé Delaume per il suo libro “Le cri du sablier”. A destra: Pietro Cittati. Daniel Fedel/AFP

Saggista e grande lettore italiano muore a 92 anni

Les Lettres ha perso uno dei suoi più grandi editorialisti, Pietro Cittati, scomparso giovedì 28 luglio all’età di 92 anni. Scrittore “brillante e versatile”, un quotidiano come Il Corriere della Sera, al quale collaborò a lungo, lo definì critico letterario.

Nato a Firenze nel 1930 da famiglia aristocratica siciliana, Pietro Cidati non ha seguito un percorso accademico o universitario, preferendo dedicare la maggior parte del suo tempo alla lettura e alla critica letteraria, dai classici greco-latini a Vladimir Nabokov. Il suo primo saggio, dedicato a Goethe e pubblicato nel 1970, fu un colpo da maestro, coronato dal Premio Viareggio. Fu il primo di una lunga serie di dipinti, la maggior parte dei quali furono tradotti in francese da Callimard. Si definiva un “perfetto dilettante” (“assoluto dilettante”), anche se da alcuni ritenuto “prezioso e promettente”.

Virginia Woolf, Simone Weill, Therese de Avila…

Dopo Goethe, Cittati ha letto di altri grandi scrittori o personaggi, come Alessandro Magno, Catherine Mansfield e Tolstoj, per il quale le è stato conferito il Premio Strega nel 1984, il nostro equivalente del Premio Concorde. Alla sua biografia di Kafka seguirono nel 1987 Proust e Alla ricerca del tempo perduto (La Colombe poignardée), un commento particolarmente brillante all’Iliade e all’Odissea, un riassunto del poeta Giacomo Leopardi e un commento originale al Don Chisciotte. .

Nel frattempo, ha composto una galleria di ritratti di romanzieri e poeti, ritratti di donne, Virginia Woolf, la sua compagna Anna Maria Ortiz, Marina Cvetaeva, Karen Blixen, Simone Weil o anche. Teresa d’Avila. Senza dimenticare La morte della farfalla (La colomba pugnalata) sulla coppia infernale creata da Scott e Zelda Fitzgerald.

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Pietro Cittati, con un romanzo di famiglia pubblicato nel 1989, in parte ispirato alla storia dei nonni di inizio Ottocento, ha intrapreso la strada della narrativa biografica: una storia felice, poi dolorosa e disastrosa, coronata da stranieri. Premio medico nel 1991.

Il suo ultimo libro, pubblicato l’anno scorso, riunisce una raccolta di testi sulla letteratura russa da Dostoevskij attraverso Cechov e Gogol fino a Shalamov e Bulgakov. Il suo titolo: Dostoevskij: Sensa Misura. Inoltre, c’era una lettera inedita dell’amico Federico Fellini su un libro di Tolstoj pubblicato nel 1984.