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Diario di bordo: destinazione Ravello, Costiera Amalfitana

Chi è cresciuto in Costiera Amalfitana e dintorni sa cosa vogliono dire le curve, la sita pericolante, la nausea costante sulla sita pericolante.

La domanda standard che ti poni: “Perché non mi sono stato a casa anziché spendere 6 euro per un’ora di parcheggio”. Ma sa anche che tutto questo ne vale la pena. Vale la pena sporgersi dal finestrino e vedere tutta la costa, magari al tramonto, con il sottofondo della musica giusta e gli occhi pieni di emozione, ogni volta, come se fosse la prima. La maggior parte dei paesi in costiera sono a due passi dal mare, alcuni no, come Ravello. Ravello ti fa sudare.

Ravello è posta su una rupe che domina Maiori e Minori, precisamente è al bivio per Amalfi, regina indiscussa della Costiera senza dubbio, ma Ravello ha qualcosa di speciale.

Arrivo e ad accogliermi c’è il Duomo, proprio al centro della piazza principale. Da lì posso scegliere: vado a destra e mi perdo nei vicoli, tipici della costiera, con le loro ceramiche colorate e negozi specializzati in limoncello, con quel giallo che spicca su tutto; vado a sinistra e mi perdo in altri vicoli, con ristoranti, negozi di vestiti (per ricchi) ville (sempre per ricchi) e giardini (questi anche per poveri).

La dote di Ravello è proprio questa: gli spazi verdi.

Villa Rufolo, è il primo di questi che incontro, pregna di storia, con il suo giardino immenso e colorato, il belvedere sul quale organizzano suggestivi concerti ogni anno e i turisti che mi chiedono di fargli una foto ogni tre passi che faccio. Poi c’è Villa Cimbrone, il mio posto preferito. É quasi nascosta e per arrivarci devo proseguire per una lunga scalinata sovrastata da piante e da fiori.

Quando arrivo ho bisogno di qualche minuto per prendere fiato, sia per la meravigliosa vista, sia per la scalinata fatta.

Qui infatti c’è la magnifica Terrazza dell’infinito, considerata una dei posti più belli del mondo, che affaccia su tutta la costiera, dove anche se non si vede il tramonto c’è una luce che ne esalta la bellezza. Torno alla macchina che è buio. Pago il parcheggio, 10 euro per poche ore. Chi non è mai venuto qui si è perso una delle meraviglie del mondo, ma forse ha il portafogli ancora pieno.

Testo e foto di Laura Gabola

laRed TV





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