Campania Curiosità Salerno Viaggi

Diario di bordo: destinazione Positano, Costiera Amalfitana

Positano si può raggiungere in due modi, percorrendo tutta la Costiera Amalfitana da Vietri o andando per la Costiera Sorrentina.

Attraverso quest’ultima si può godere di tutto il panorama del Golfo di Napoli e fermarsi a mangiare il crocché di patate più buono del mondo da Ninuccio, a Meta di Sorrento. Positano è senza dubbio tra i borghi più suggestivi d’Italia, in qualsiasi stagione e a qualsiasi ora del giorno e della notte ti trasmette qualcosa di unico, ma ti devi vendere davvero un rene per permetterti il parcheggio o una nocciolina al bar.

Dopo aver perso anche le mutande per posare la macchina, inizio la mia discesa, perché questa è un’altra peculiarità di Positano da non sottovalutare: una volta arrivato qui è tutto in discesa.

Percorrendo la strada che porta a valle non faccio altro che guardare e fotografare i vicoli che affacciano a strapiombo sul mare, balconcini che ti invitano ad assaporarne la vista, gallerie tutte bianche con i soliti negozi di specialità della costiera: pacchetto completo di limoni, scarpe fatte a mano, cappelli e vestiti colorati. Godimento puro per gli stranieri. Una volta superato il Duomo arrivo finalmente al mare, dove ci sono decine di turisti intenti a prendere traghetti per spostarsi lungo la costa e verso le isole napoletane, camerieri che ti invitano elegantemente a prendere posto nel proprio locale, con quelle pizze in vetrina che dopo il Gaviscon può solo accompagnare, a meno che tu non sia un turista tedesco è chiaro.

Ma la cosa che adoro fare, ciò che mi spinge a tornare qui ogni volta, è arrivare sulla spiaggia…

… girarmi, lasciandomi il mare alle spalle e vedere Positano dal basso, la città che pian piano si innalza, abbracciata dalle montagne della costa da una parte, e dal cielo dall’altra. Questo è gratis se non conti il parcheggio ovviamente. Faccio le solite venti foto uguali al paesaggio che mi lascia sempre senza fiato e inizia la parte della mia gita che odio: quella discesa tanto amata dell’inizio è diventata una salita, una salita che sa di dolore e sudore e stanchezza, ma condita con l’odore di frittura di pesce e le luci della città.

Testo e foto di Laura Gabola

laRed TV





Per continuare ad usare questo sito, devi accettare la politica di uso dei Cookie maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi