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Diario di bordo: destinazione Lisbona, Portogallo

Quando viaggi vieni assorbito completamente dal posto in cui sei, dalla sua cultura, inizi anche a parlare una nuova lingua…

… proprio come me che dopo sette giorni a Lisbona l’unica parola che ho imparato è stata “obrigado” che vuol dire grazie. Una delle prime cose da fare quando arrivi in questa città è percorrere Rua Augusta fino a Praça do Comércio, una delle piazze più grandi d’Europa che affaccia direttamente sul fiume Tago; qui in agosto o aneli la morte sotto al sole al centro della piazza o ti rifugi sotto ai portici che contornano questo immenso spazio. Da Praça do Comércio ti incammini verso vicoli di negozi tipici, palazzi decorati da azulejos celesti, verdi, marroni, rosa e blu, chiese gotiche e tram che passano ogni minuto pieni di un mix tra turisti e abitanti del posto.

Finalmente arrivi in uno dei quartieri più belli della città: Alfama.

Con il castello moresco sulla collina e i punti panoramici, dove appena ti affacci ti ritrovi sotto agli occhi una distesa di tetti rossi che avrò fotografato per circa 30 minuti pieni, risultato: cinquanta foto uguali, il solito. Da qui scendi per le stradine di La Mouraria, 400 mila scalini tra murales e case popolari, gioia pura. Premi la tua forza di volontà per non esserti seduta lungo il percorso, con le pasteis de nata, dolce tipico portoghese, buone, in pratica sono sfogliatelle ricce, ma meno buone delle sfogliatelle. Prosegui il giro verso i quartieri di Rossio e Chiado che di sera si tingono di tradizione, folklore, tavoli dei ristoranti adornati da luci suggestive e alcolizzati di ginjinha, liquore tipico fatto con 90 per cento alcool e amarene.

Bisogna dedicare una giornata al quartiere di Belém e vedere il magnifico Mosteiro dos Jerónimos.

Dieci minuti bastano perché poi devi correre a visitare il Museo Coleccao Berardo una collezione privata d’arte moderna e contemporanea incredibile. Se invece ti fa schifo l’arte puoi andare a fare selfie alla torre di Belém, piccola torre gotica a ridosso del fiume Tago, ci sono sempre così pochi turisti che i selfie diventano foto di gruppo. Ah poi un giorno si deve prendere il treno ed arrivare a Sintra, incantato borgo di castelli. È troppo bella Sintra, anche perché poi da lì prendi il pullman e vai a vedere il tramonto a Cabo da Roca, il punto più occidentale del continente europeo. Non appena arrivi rimani senza fiato: è una scogliera a picco sull’Oceano Atlantico, il panorama ti incanta tanto che devi solo chiudere gli occhi e sentire il vento sul viso, cercando di non cadere o di farti spintonare dai turisti con le mazze da selfie.

Una delle peculiarità di Lisbona poi sono i rooftop bar.

Piccoli locali situati sui tetti dei palazzi, dai quali puoi goderti il tramonto con un cocktail in mano e intorno a te cafoni che ballano invasati dal reggaeton, al Park ad esempio, a Bairro Alto. Infine se è domenica si può visitare LXFactory, un enorme mercato vintage, situato in una fabbrica di tessuti dell’800. Qui oltre agli stand di abiti e oggetti dell’usato ci sono gallerie d’arte contemporanea, una meravigliosa libreria, caffè e ristoranti e costa tutto incredibilmente tanto.

Testo e foto di Laura Gabola

laRed TV





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