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Covid-19 Portogallo, siamo tutti un po’ The Walking Dead

Portogallo

Covid 19, qual è la situazione in Portogallo? A chiederlo è il nostro direttore Tropiano, a rispondere una redder fuorisede che ha la passione per gli zombie

Covid 19 Portogallo – Sono ormai mesi strani quelli che stiamo vivendo, non importa dove tu sia, sei come tutti protagonista di un brutto film dell’orrore, di quelli che non avresti mai voluto vivere.

Detto da me suona un po’ strano, lo ammetto, chi mi conosce sa della mia passione per serie Tv apocalittiche e gli alieni.

Già, sono sempre stata un’appassionata degli zombie, in particolare della serie The Walking Dead che racconta di uno strano virus che si diffonde velocemente tra gli umani. Un morso da un “non vivo” e diventi un infetto. Poche ore di agonia e ti trasformi in uno zombie. E poi ci sono quelli non infetti, che lottano per restare in vita, ma durante le puntate perdono amici, familiari, a volte anche l’umanità. Ho riso, pianto, urlato con loro, ma l’idea di vivere con il timore di restare infetta non mi era mai passato per la testa. Fino ad ora.

Il Covid- 19 mi ha spiaccicato in faccia una realtà che ora dopo ora, giorno dopo giorno, mese dopo mese, diventava sempre più nera. Per chi, come me, si trova all’estero, per giunta, diventa ancora più dura, soprattutto seguire le notizie riguardanti casa.

Il primo periodo ha visto l’Italia tra le nazioni maggiormente colpite e qui, in Portogallo, le persone cominciavano a prendere coscienza di quanto stesse accadendo nel Belpaese, attraverso i vari notiziari. Le immagini ritraevano persone indossare mascherine e guanti, mentre qui su dieci persone per strada, soltanto due la indossavano. Questo per farvi capire quanto qui, tutto fosse ancora “normale”. Le persone continuavano ad andare al parco, al mare, per Bairro Alto o Cais, senza preoccuparsi troppo dei contagi. Fino a quando il numero di morti, soprattutto in Italia, iniziava davvero a fare paura e la paura, lo sappiamo, ci fa reagire in modo spropositato.

Come quando un signore sulla cinquantina, in Metropolitana, ha iniziato ad urlare contro un paio di italiani. “Tornate a casa vostra, andate a infettare la vostra gente, andate a morire nel vostro Paese!”. Oppure, quella volta che un driver di una nota azienda di taxi alternativa si è rifiutato di far salire in auto un italiano per paura di un contagio. Sembra follia, invece è successo, ma questo non rende il Portogallo e i portoghesi meno simpatici, ma solo più (o meno) umani, più fragili.

Ma è bello raccontare anche della tipa che lavora in un supermercato X che, con le lacrime agli occhi, non accettava che i poveri anziani restassero senza scorte: “Non è giusto che un giovane, nel pieno delle sue forze riesca a riempire un carrello e a portare la spesa a casa senza alcuno sforzo, mentre il vecchietto non trova neanche beni primari, perché ogni giorno finisce tutto. Mi sento persa se mi chiedi di un prodotto, cosa posso risponderti? Non lo so…”.

Ammetto che sono stata in silenzio ad ascoltarla, io, che le avevo chiesto dove fossero le uova e lei ha cominciato questo sfogo (forse voleva solo essere ascoltata), beh, l’ho fatto e sono grata di aver visto anche questo lato di umanità bella.

Ho assistito, però, anche a fatti assai divertenti, tipo quando una signora al centro commerciale, con ormai tutti i negozi chiusi ad accezione di supermercati, farmacie e tabacchi, alzava di tanto in tanto la mascherina per sorseggiare una bella birra fresca con un paio di amici della terza età (coraggiosi e spericolati).

Al di là degli aneddoti, mi sento fortunata, perché i miei affetti in Italia stanno bene e qui in Portogallo la situazione è sotto controllo. Il Governo ha agito in anticipo chiudendo tutte le frontiere ed i portoghesi si sono barricati in casa rispettando lo Stato di emergenza (De Luca sarebbe fiero di loro). Sui mezzi e nei negozi è obbligatorio indossare la mascherina. Andare in giro è concesso, purché si evitino i luoghi di affollamento.

Eppure, gli effetti collaterali di questo virus si sentono: che tu sia in Italia, in Portogallo o altrove, siamo tutti un po’ The Walking Dead. La paura fa ancora parte del nostro quotidiano, la notte si fa fatica a prendere sonno e lavorare da casa ha i suoi aspetti positivi, ma tanti sono i negativi. Il pensiero è fisso sulla scoperta di un vaccino, i viaggi sono off limits e gli abbracci sono ancora troppo lontani.

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