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Corteo a Cava de’ Tirreni. Commercianti: “Siamo cavesi, niente casini, l’importante è farsi sentire”

Una simbolica bara come simbolo della morte del commercio e della movida cavese

Cava de’ Tirreni. Una bara a rappresentanza del malcontento e delle difficoltà che stanno vivendo.

Centinaia di commercianti, titolari di esercizi pubblici, di palestre e altre attività chiuse con il nuovo Dpcm del governo ieri sera hanno manifestato nuovamente a Cava de’ Tirreni contro le nuove misure anti-Covid. Al grido “Liberta, Libertà”, il corteo, partito dalla stazione, ha percorso il corso cittadino.

I manifestanti, giunti sotto il Palazzo di Città, hanno incontrato il sindaco Servalli per chiedere il sostegno dell’amministrazione comunale.

Mattia Della Monica, uno dei portavoce della manifestazione ha commentato ai nostri microfoni: “”Siamo cavesi, non siamo qui per creare problemi e non vogliamo aggredire nessuno. Vogliamo far sentire la nostra voce, il nostro dramma. La situazione ad ogggi per noi è insostenibile. Per quanto riguarda la partecipazione al corteo, avremmo voluto vedere maggiore adesione come Cava sa fare”.

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