Cronaca EVIDENZA Salerno

Corruzione e turbativa d’asta. Nei guai anche il direttore provinciale dell’Agenzia delle Entrate

Agenzia delle Entrate

Le indagini sono state condotte da Guardia di Finanza e Carabinieri di Salerno, con il coordinamento della Direzione distrettuale antimafia.

Un noto imprenditore caseario di Eboli è stato arrestato questa mattina insieme ad un ex collaboratore di giustizia, sempre di Eboli, e al direttore Provinciale dell’Agenzia delle Entrate, che ha beneficiato degli arresti domiciliari. Gli altri due, invece, sono stati rinchiusi in carcere su disposizione del Gip del Tribunale di Salerno.

Le indagini sono state condotte da Guardia di Finanza e Carabinieri di Salerno, con il coordinamento della Direzione distrettuale antimafia. Il direttore provinciale dell’Agenzia delle Entrate risponde solo del reato di corruzione in concorso con l’imprenditore ebolitano, mentre sono più gravi e numerose le accuse per gli altri due indagati.

L’imprenditore, secondo gli investigatori nel voler attuare la sua politica economica espansionistica, avrebbe sfruttato risorse provenienti da una massiccia evasione fiscale, progettando di acquistare direttamente o tramite familiari, aziende di allevamenti di bufale della zona di Capaccio-Paestum ed Eboli in stato di crisi e sottoposte a procedure esecutive, avvalendosi però della capacità intimidatoria dell’ex collaboratore di giustizia, il quale avrebbe agito per suo conto per minacciare altri imprenditori e scoraggiarli dall’acquisto alle aste giudiziarie. In questo modo, sostengono gli inquirenti, si impossessava di un’azienda di allevamento e produzione di latte di bufala con annesso terreno.

Durante le indagini a carico dell’imprenditore caseario, gli inquirenti hanno scoperto che per risolvere le pendenze tributarie del suo Caseificio di Eboli ed i debiti nei confronti del Fisco l’imprenditore ebolitano si sarebbe rivolto direttamente al direttore dell’Agenzia delle Entrate di Salerno, corrompendolo con un bracciale da donna in oro e brillanti ed un orologio di valore, ottenendo in cambio uno sconto di oltre 60mila euro che non gli spettava sulle sanzioni che erano comminate al caseificio della Commissione Tributaria. 

laRed TV





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