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Coprifuoco alle 23.00, Lambiase: “Blocco per l’economia, termini per un ricorso”

“Pronti a ricorrere al TAR”. Trezza (Confesercenti Cava): “Ricorso sarebbe un errore”.

Cava de’ Tirreni. Pronti a ricorrere al TAR e impugnare l’ultima ordinanza con la quale il Presidente campano Vincenzo De Luca ha disposto la chiusura obbligatoria delle attività entro le 23 con conseguente coprifuoco per gli avventori.

E’ una delle possibilità considerate dagli esercenti della movida metelliana alla luce della nuova ordinanza, come ci anticipa Gaetano Lambiase, gestore di un noto locale della movida cavese: «Così non si può andare avanti –spiega–. Un’ordinanza inutile e ingiusta per il settore della ristorazione. Il virus è sempre esistito ma intanto in estate se ne sono dimenticati tutti: non hanno potenziato controlli e trasporti e adesso ne raccogliamo i risultati a discapito di quanti hanno rispettato le norme per tenere a bada i contagi. Il sindaco si sarebbe potuto organizzare chiudendo piazze e luoghi della movida all’aperto, assicurando le attività dei locali. Così i ragazzi dopo aver cenato in un pub, si sarebbero ritirati a casa non avendo altri posti di ritrovo. Intanto c’è un blocco dell’economia e ci sono tutti i termini per un ricorso».

Di taglio diverso, invece, sembra essere l’approccio del presidente di Confesercenti Cava de’ Tirreni che, alla strada di un ricorso al TAR, preferisce continuare su quella del confronto con l’Amministrazione comunale: «Mettere in discussione in questo momento le ordinanze è un errore – ha detto Trezza –. Non possiamo impugnare l’ultimo provvedimento di De Luca, perderemmo comunque. Dobbiamo agire concretamente senza fare polemiche inutili: il Comune ci deve aiutare. Si potrebbe immaginare, in prima istanza, di abolire la rata Tari e aspettare le misure di sussidio del Governo. Serve una riduzione delle tasse almeno del 50% e, soprattutto, l’elargizione delle misure di sostegno deve essere ponderata. Inutile dare bonus di 600 euro in maniera indistinta: si aiutino le attività che possono dimostrare di aver subito un significativo danno economico presentando i conti di settembre 2019 e 2020, evidenziandone la perdita».

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