Novembre 30, 2022

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Coppa Italia: l’Inter vince la finale contro la Juventus (2-4).

Ripetitore Ripetitore. Come accaduto in Supercoppa Italiana, l’Inter aveva bisogno di tempi supplementari per vincere il titolo sotto il naso e la barba della Juventus Torino. Dopo una partita emozionante, i nerazzurri conquistano l’ottava Coppa Italia della loro storia, la prima dal 2011 (2-4). Gli uomini di Simone Inzaghi, che in questa finale si erano portati subito in vantaggio, hanno visto la loro prima fuga dal podio dopo una buona reazione dei bianconeri nel secondo periodo. Ma due rigori, in particolare, hanno permesso all’Inter di aggiungere la seconda coppa al proprio girone in questa stagione. Dirigetevi subito allo scudetto, se il Milan ha una buona idea di non firmare l’evidente tournée del prolungamento della casa.

Semplicemente non respirare. La finale di Coppa Italia ha mantenuto tutte le sue promesse, sia a livello di scenario che di scenario. Ma la vicenda sembrava avviata male per quanto riguarda l’avvio nerazzurro, l’ideale. Dopo un calcio d’angolo andato a vuoto, Nicolò Barilla manda un tiro nell’angolo opposto per mettere sulla buona strada la sua squadra (0-1, 7). Abbiamo dovuto aspettare per vedere la reazione della Juventus, che ha impiegato un po’ per attirare Samir Handanovic, ma è stata decisiva in un headliner contro Dusan Vlahovic (24) e poi scattato contro Matisse de Ligt (30). Alla luce della fisionomia che comincia a delinearsi, molti tifosi devono aver creduto che l’Inter avrebbe vinto facilmente, solo che la Juventus non ha detto l’ultima parola.

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Finale controverso

C’è da dire che la posta in gioco per la vecchietta era enorme: non firmare una stagione bianca per la prima volta in dieci anni. Gli uomini di Massimiliano Allegri, che hanno finito per perdere le staffe ed essere cacciati, già nel secondo atto sembravano ribellarsi quasi unilateralmente. E bastano due minuti per cambiare il corso delle cose, approfittando di un semplice errore di Handanovic con un tiro di Alex Sandro (1-1, 50° posto) e poi del sangue freddo in area della verità di Vlahovic (2-1, 52 ). Non potevamo immaginare che l’Inter si riprendesse dopo aver perso tutto il filo della partita.

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Senza fare affidamento sull’altruismo di una squadra che non era stata incoronata campionessa della League One nel 2021 per niente. Sbilanciato da Leonardo Bonucci dopo la deviazione di testa di Ivan Perisic, Lautaro Martinez permette ad Hasan Calhanoglu di segnare un rigore valido per mandare i due avversari ai supplementari (2-2, 80). A questo punto del match i nerazzurri si sono tirati indietro i peli della bestia, prova che le due squadre hanno continuato a lottare tra loro in questo incontro di boxe, senza un vero e proprio brutto gesto nonostante l’apparente tensione. Anche questo è un buon punto da sottolineare: lo spettacolo non è mai stato offuscato dall’essere eccessivamente aggressivo.

Se l’Inter è stata voluta durante la Supercoppa Italiana, ha ottenuto un vantaggio decisivo dal primo tempo supplementare nella finale di Coppa Italia. Ed è stato Perisic a prendersi cura di tutto. Il croato ha trasformato un secondo calcio di rigore per la sua squadra, assegnato dopo un intervento nel finale del VAR per un fallo di De Ligt su Stefan de Vrij (2-3, 99). Nel frattempo, ha deliziato il pubblico con una sequenza di volo alto per ottenere il break (2-4, 102) e consegnare un altro trofeo dell’Inter. Un risultato che avrà ovviamente l’amaro in bocca per la Juventus Torino, che nell’ultimo decennio non ha avuto carenze. Ad esempio, i tempi stanno cambiando.

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