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Controlli per la piscina comunale a Cava de’ Tirreni. Rischio chiusura

piscina comunale

Controlli e rischio chiusura per la piscina comunale di via Gino Palumbo a Cava de’ Tirreni

L’impianto natatorio è stato infatti raggiunto nelle scorse ore dall’ennesimo provvedimento da Palazzo di Città per la mancata ricezione dei richiesti accertamenti in materia di smaltimento di reflui e acque.

L’ultimatum è arrivato dalla dirigenza del secondo settore “Governo del Territorio, Ambiente ed Attività Produttive”, con un’ordinanza a firma dell’architetto Luigi Collazzo e fatta recapitare all’indirizzo dei gestori della ATI Porzio Sport Management. Qualora in tempi brevi non saranno pervenuti gli accertamenti richiesti, il Comune provvederà alla chiusura dell’impianto.
Riflettori puntati, stavolta, sulle quantità di cloro attivo libero presenti nell’acqua, parametro da cui dipende la disinfestazione, l’igiene e la limpidezza dell’acqua e che, per legge, deve attestarsi entro un limite di 0,3 mg/litro.
In seguito agli accertamenti condotti dagli uffici tecnici di Palazzo di Città, dunque, la gestione dell’impianto è stata invitata a sospendere «ad horas lo scarico delle acque reflue industriali provenienti dal contro-lavaggio dei filtri della piscina, in assenza di specifica autorizzazione a cura dell’Ato Sele o in assenza di adeguato trattamento in grado di garantire il rispetto dei limiti previsti a norma di legge».
Pertanto è stata richiesto alla ATI Porzio Sport Management di produrre in tempi celeri una nuova documentazione tecnica volta ad attestare la presenza di un impianto di declorazione funzionante capace di abbattere il cloro attivo libero, prima di convogliare le acque di controlavaggio dei filtri della piscina nel sistema fognario comunale, al di sotto di 0,3 mg/l. «Nelle more della presentazione della predetta documentazione – si legge in calce all’ordinanza – è fatto divieto alla società di immettere i propri reflui nella pubblica fognatura. Il mancato rispetto dei termini fissati comporta la sospensione all’esercizio dell’attività».
Insomma nuove grane per i gestori dell’impianto natatorio di via Gino Palumbo che già in estate avevano dovuto far fronte a una chiusura temporanea delle piscine perché da una serie di analisi era emerso che l’acqua era lievemente inquinata. Nel frattempo resta ancora da risolversi l’annoso contenzioso tra la ATI Porzio Sport Management e il Comune di Cava de’ Tirreni che vanta nei confronti della società un credito di oltre 500 mila euro per i canoni di fitto mai corrisposti. Dal canto loro, i gestori della piscina contestano tale somma alla quale sarebbero da scorporare le spese inizialmente investite per la manutenzione e messa a nuovo dell’impianto prima dell’avvio delle attività.

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