Cultura e Spettacolo Salerno

Collegiata di Angri: recuperate le statue del portale danneggiate nel ’43.

Collegiata di Angri

Angri: giovedì 12 gennaio, alle ore 16.30, al Castello Doria, la presentazione del restauro delle statue del portale della Collegiata di San Giovanni Battista.

Ad illustrare l’avvenuto restauro sono intervenuti a Palazzo “Ruggi”, sede della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Salerno,  la Soprintendente, Francesca Casule; l’Assessore alla Cultura del comune di Angri, Caterina Barba; Antonio Braca, Funzionario Storico dell’Arte – Coordinatore del settore Storico-Artistico della Soprintendenza; Stefano Vanacore, Associazione Panacea;  Michele Faiella, Funzionario per la Promozione e Comunicazione – Responsabile dell’Ufficio Stampa della Soprintendenza.

All’indomani dell’8 Settembre 1943, dopo l’armistizio con gli angloamericani, fra il 22 ed il 27 dello stesso mese, gli Alleati dal Valico di Chiunzi, sui monti Lattari, cannoneggiarono la Valle del Sarno dove si trovavano le truppe tedesche in ritirata. Nel cannoneggiamento del ’43 ad essere colpita fu anche la Collegiata di Angri che subì danni alla facciata ed al tetto. In quella occasione precipitarono a terra tre statue di marmo del 1540 che decoravano il lunettone del portale d’ingresso principale.

Del trittico scultoreo andò distrutta completamente solo la statua di San Giovanni evangelista. Le altre due, ossia la Madonna con Bambino e San Giovanni battista subirono danni molto gravi. La Vergine ed il Bambino erano rimaste senza testa, mentre il Precursore aveva perso un braccio ed il naso.

Dopo 74 anni, i danni bellici alla Collegiata sono stati riparati, ma delle statue del portale si immaginava che potessero essere recuperate.

Su di esse da tempo è stata posta l’attenzione della Soprintendenza in attesa di finanziamenti o progetti utili. Negli ultimi mesi, è stato avviato un processo di valorizzazione e di rivalutazione del territorio da parte dell’Amministrazione comunale di Angri.

Al primo posto è stato messo il recupero del gruppo scultoreo. Grazie all’interessamento dell’Associazione di volontariato Panacea, di intesa con le autorità religiose, l’Amministrazione comunale e la Soprintendenza ABAP di Salerno le preziose opere sono state messe a restauro dalla Ditta Atramentum, specializzata in recupero di manufatti lapidei artistici ed archeologici.
Uno dei risultati più clamorosi è stato il recupero alla piena visibilità del volto della Vergine che, nonostante alcuni danni meccanici, riposizionato sul corpo della statua, ha restituito una notevole opera d’arte della prima metà del Cinquecento napoletano.

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