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Cava. Tari 2019, l’aumento è “solo” del 2%

Domani pomeriggio il Consiglio Comunale si esprimerà in merito all’approvazione del Piano Economico Finanziario relativo al servizio di gestione dei rifiuti urbani ai fini dell’adozione del sistema tariffario della TARI 2019.

Rispetto alle previsioni e ai timori, tuttavia, pare che l’incremento a cui i contribuenti dovranno far fronte quest’anno è più contenuto di quanto ci si potesse aspettare. L’emergenza rifiuti, i continui affidamenti straordinari a sistemi di smaltimento terzi che non facessero capo allo Stir di Battipaglia o all’inceneritore di Acerra, sommati ai continui atti di inciviltà di quei cittadini che continua a sversare illecitamente sul territorio, avevano fatto presagire uno scenario – in materia di ripercussione sulle tasse – quantomeno apocalittico e invece pare che così non sarà.

Il Piano Economico Finanziario 2019 domani in Consiglio

Maggiori conferme arriveranno in sede di assise cittadine, ma intanto ieri pomeriggio il Piano Economico Finanziario per il 2019 è stato presentato in Commissione a Palazzo di Città. Quel che emerge dal documento – proposto dall’assessore all’Igiene Urbana, Nunzio Senatore, in collaborazione con l’assessore al Bilancio, Adolfo Salsano – è che il costo complessivo del servizio di gestione dei rifiuti urbani e assimilati da coprire attraverso l’applicazione della componente tassi rifiuti (la TARI appunto) per l’anno 2019 è di 10 milioni e 500 mila euro.

La Tari degli anni scorsi

In parole povere un aumento che sfiora il 2% rispetto al 2018 quando la tassa, con buona pace dell’amministrazione, era arrivata a circa 10 milioni e 358 mila euro (a 10 milioni e 800 mila euro ammontava invece la TARI nel 2017). Dettagli su metodi e strategie adottate dai tecnici del Comune e dall’assessorato al Bilancio per contenere la spesa (e contestualmente tenere a bada anche le inevitabili polemiche che si sarebbero potute scatenare) arriveranno, inevitabilmente, nel corso del prossimo Consiglio Comunale in programma domani pomeriggio.

Intanto però quel che è certo che un incremento sì, c’è stato, ma non così catastrofico o quantomeno non così esagerato rispetto a quanto ce lo si aspettava. Sulla base della crisi del sistema rifiuti in tutta la Regione Campania, il funzionamento a singhiozzo dello STIR di Battipaglia e l’affidamento continuo da parte del Comune del servizio di smaltimento a ditte terze non convenzionate che inevitabilmente gonfiavano i prezzi in situazioni di emergenza (dall’estate ad oggi il Comune ha speso non meno di 1 milione di euro per garantire il servizio), ci si aspettava quindi che la tassa quest’anno pesasse in maniera ben più grave sulle tasche dei cittadini cavesi. Al di là delle spese straordinarie contingenti, poi, c’è stato da far fronte ai continui interventi per la raccolta e lo smaltimento di rifiuti conferiti in maniera errata e, spesso, illecita.

laRed TV





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