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Cava: piscina comunale, il Comune sceglie la linea dura

piscina comunale

Basta indugi e attese. Il Comune procederà con l’azione di richiesta di fallimento della società che gestisce la piscina comunale.

La decisione in Consiglio comunale su richiesta della minoranza.

Insorge la minoranza a Palazzo di Città, nel corso dell’assise cittadina tenutasi ieri pomeriggio, per chiedere la declaratoria di fallimento della società che gestisce da anni la piscina comunale di via Gino Palumbo. Sotto accusa, ancora una volta, la Porzio Management, rea di non aver mai corrisposto al Comune i canoni di fitto per l’utilizzo della struttura natatoria maturando nei confronti dell’amministrazione un debito che supera il 630 mila euro.

Dal canto suo, la società ha più volte sottolineato il fatto di aver investito somme importanti per la riqualificazione e la manutenzione della piscina.

La questione, dunque, è più calda che mai considerati anche i vari contenziosi aperti e la continua battaglia legale che tra ricorsi e giudizi non è ancora arrivata a un epilogo.

Priorità per la minoranza, ora, è di accelerare i tempi e fare in modo che il Comune possa liberare la struttura e – tramite il fallimento della società – recuperare almeno una parte dei crediti vantati.

“E’ assurdo che questa storia continua a protrarsi senza che nessuno faccia niente, o quanto meno se si sta facendo qualcosa, ancora non si vedono i risultati – ha spiegato il consigliere di minoranza della civica Responsabili per Cava, Pasquale Senatore –. A questo punto la responsabilità è dell’amministrazione o degli uffici e dei dirigenti che non fanno il loro dovere? La soluzione è estrema ma a nostro parere risolutiva, per questo ci siamo fatti promotori della declaratoria di fallimento”.

“Margini concreti per addivenire a un accordo pare non ce ne siano – ha incalzato l’ex sindaco Marco Galdi –. Le trattative sono naufragate e bisogna tirare subito il capo in terra. Superati ormai i 500 mila euro di debitoria è possibile avanzare un’istanza di declaratoria di fallimento nei confronti della piscina. Bisogna in maniera prioritaria intervenire per rientrare nelle proprietà della struttura. Siamo al capolinea di questa tristissima vicenda per la nostra città”.

La soluzione della declaratoria di fallimento era stata già proposta in passato proprio dall’ex sindaco Marco Galdi che già durante la sua amministrazione aveva dato mandato all’avvocatura comunale di avviare le misure legali necessarie per venire a capo della questione.

Ora il pressing è su Servalli che, d’altro canto, ha già in mente un bozza di progetto da attuare qualora si riuscisse nell’intento di liberare la struttura dall’attuale gestione. La strada sarebbe quella di affidare l’impianto alla Metellia Servizi.

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